GNGTS 2014 - Atti del 33° Convegno Nazionale
GNGTS 2014 S essione 2.2 151 esemplificativo dell’importanza fondamentale degli studi geologici originali sin dal primo livello di approfondimento, come elementi imprescindibili per verificare e migliorare la qualità del dato da utilizzare ai fini della MS. Nel caso in esame, le informazioni geologiche pregresse risalgono a studi condotti nel 1994 ed ispirati ad un quadro lito-stratigrafico desunto dalla cartografia geologica alla scala 1:50.000 all’epoca esistente, nella quale i complessi rapporti geometrici tra i terreni plio-pleistocenici affioranti nell’area sono stati sintetizzati in uno schema estremamente semplificato. La raccolta di nuovi dati di terreno, finalizzata all’elaborazione di una nuova carta geologica (in scala 1:5000) e di una serie di sezioni geologiche, ha consentito di ricostruire un quadro lito-stratigrafico molto più articolato di quello precedentemente prefigurato. Al fine di evidenziare l’incidenza dei nuovi dati sull’esito finale degli studi di MS, ovvero la “Carta delle Microzone Omogenee in Prospettiva Sismica” (carta delle MOPS), di seguito si propone il confronto tra le cartografie ricavate dalla semplice applicazione dei dati pregressi con quelle ottenute utilizzando i dati geologici originali. Lineamenti geologici. Il territorio comunale di Francofonte è ubicato alla terminazione occidentale del Graben di Scordia-Lentini, una depressione tettonica di età pleistocenica, delimitata da faglie normali orientate in direzione NE-SO, che borda il margine nord-occidentale del Plateau Ibleo (Ghisetti e Vezzani, 1980; Lentini et al. , 1994). Questo bacino estensionale si è originato dal collasso delle successioni carbonatiche iblee e delle vulcaniti plio-pleistoceniche ad esse associate (Lentini et al. , 1984), sulle quali si è depositata una sequenza sin-tettonica trasgressiva di età compresa tra circa 1.5 a 0.9 Ma (Pedley et al. , 2001), caratterizzata da facies calcarenitico-sabbiose marginali, evolventi lateralmente e verso l’alto ad argille marnose, diffuse nelle aree depocentrali della depressione. L’abitato di Francofonte è ubicato nella zona di contatto tra le sequenze sintettoniche pleistoceniche del Graben ed il substrato vulcanico suprapliocenico. Su tale substrato, Carbone et al. (1986) riconoscono un unico ciclo marino del Pleistocene inferiore, costituito sia da depositi interpretati come emiciclo trasgressivo di natura calcarenitica e argillosa che da quelli assegnati a un emiciclo regressivo di natura conglomeratico-sabbiosa. Le informazioni ricavatedagli studi geologici pregressi hanno fornitounquadroestremamente semplificato dei rapporti geometrici tra i differenti terreni affioranti nell’area dell’abitato. Nella carta geolitologica allegata allo studio geologico a supporto del P.R.G. (Fig. 1a), i depositi sedimentari affioranti sono stati attribuiti ad un unico ciclo, costituito da litofacies eteropiche variabili, da ovest ad est, da calcarenitico-sabbiosa ad argilloso-sabbioso-calcarenitico, che ricopre in discordanza le lave, che costituiscono l’ossatura della dorsale di Francofonte. Questi dati permetterebbero la realizzazione di una CGT_MS (Fig. 2a) molto semplificata. Indagini geologiche ed elaborazioni delle carte per gli studi di ms di livello 1. La verifica della validità del modello geologico deducibile dai dati geologici pregressi è stata basata sui risultati di un rilevamento geologico originale alla scala 1:5000 che ha permesso una dettagliata ricostruzione delle unità lito-stratigrafiche affioranti e delle loro geometrie tridimensionali. Esse sono riconducibili alla deposizione di più cicli sedimentari di natura sin-tettonica, che configurano una notevole complessità della successione sedimentaria affiorante nell’area di Francofonte. La nuova carta geologica (Fig. 1b) è stata utilizzata per elaborare la CGT_MS (Fig. 2b). In questo elaborato cartografico le unità litologiche, precedentemente individuate nel corso della realizzazione della carta geologica sono state suddivise in terreni di copertura ed in substrato geologico, secondo i criteri di classificazione previsti dagli “Standard di rappresentazione e archiviazione informatica” (Gruppo di Lavoro MS, 2012). In tali standard, viene di fatto a priori esclusa la possibilità di inserire tra i terreni di copertura sia i livelli lavici massivi che i depositi marini ben cementati dei terrazzi marini, comuni a vaste aree della Sicilia orientale e largamente riscontrati nel territorio comunale analizzato. La difficoltà che presenta la realizzazione della CGT_MS in aree vulcaniche è stata approfondita nello studio di microzonazione effettuato nel territorio etneo da Catalano et al. (2013), grazie al quale si è giunti all’integrazione della simbologia prevista dai documenti tecnici con l’inserimento del
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