GNGTS 2014 - Atti del 33° Convegno Nazionale
154 GNGTS 2014 S essione 2.2 I nuovi dati evidenziano che la dorsale di Francofonte costituisce il letto di una faglia normale orientata NE-SO, antitetica rispetto al bordo meridionale del Graben di Scordia- Lentini (Fig. 1b). In corrispondenza dell’area urbana, la faglia è sepolta sotto depositi più recenti di diversa natura, mentre la linea di faglia riesumata dall’erosione è evidente sia a sud- ovest dell’abitato, che a nord-est del paese. La struttura, non segnalata in alcun documento cartografico precedente, separa un Horst in cui è ampiamente esposto il substrato vulcanico suprapliocenico, costituito da lave basaltiche (ALS in Fig. 2b) a luogo mediamente fratturate (SF in Fig. 2b) con frequenti orizzonti di alterazione argilloso-limosi, dalle aree del Graben riempite da un ciclo sedimentario costituito da calcareniti (GRS in Fig. 2b) evolventi verso l’alto ad argille marnose (NR in Fig. 2b). Facies marginali di questo ciclo, rappresentate da sabbie carbonatiche sciolte con partimenti limosi-argillosi, verso est, evolvono lateralmente a clinoformi di calcareniti organogene alternate a livelli centimetrico-decimetrici di sabbia carbonatica, costituendo un emiciclo trasgressivo che ha ricoperto anche le porzioni orientali dell’ Horst .Ancora più ad est, le facies marginali di alto strutturale passano lateralmente a termini pelitici rappresentati da argille sabbiose riccamente fossilifere con rari clasti calcarenitici, che si saldano con il tetto della successione di riempimento dell’adiacente Graben . Tale successione è identificabile con il Complesso Carbonatico-Argilloso Quaternario di Grasso et al. (2004), di età infrapleistocenica. Nella porzione più occidentale della dorsale di Francofonte, parte delle lave precedentemente interpretate come vulcaniti supraplioceniche, costituiscono in effetti una colata lavica il cui fronte ricopre i depositi marginali del ciclo infrapleistocenico, a dimostrazione di una loro età quaternaria (Fig. 1b e 1c). La presenza della colata lavica più recente ha trovato riscontro nella stratigrafia di numerose perforazioni che hanno evidenziato uno spessore di lave massive ben conservate, poggianti sul substrato di lave più antiche, maggiormente fratturate e alterate. Per differenziare la loro giacitura, queste lave sono state inserite tra i terreni di copertura (LC in Fig. 2b). Gli studi di terreno condotti hanno permesso inoltre di riconoscere due ordini di terrazzi marini costituiti da calcareniti fossilifere in strati di 5-30 cm e livelli calcarei “a lumachelle”, intercalati a livelli di sabbia carbonatica sciolta giallastra, di spessore decametrico. Il terrazzo più elevato occupa parte della sommità della dorsale, mentre l’ordine inferiore è modellato lungo il suo versante orientale, rivolto verso le aree del Graben di Scordia-Lentini. I depositi del terrazzo sommitale suturano la faglia, ricoprendo sia le vulcaniti plioceniche che la sovrastante successione sedimentaria infrapleistocenica, ribassata tettonicamente al margine del Graben (Figg. 1b e 1c). La presenza della struttura sepolta sotto i depositi marini terrazzati è evidenziata dalle stratigrafie dei sondaggi che, raggiunta la base del terrazzo, attraversa calcareniti e lave nel settore rialzato della struttura e argille nel settore ribassato. Il bordo interno del terrazzo sommitale, sul quale è ubicato gran parte del centro urbano, è modellato su una vecchia falesia costituita da lave che sono esposte al letto rialzato di una ulteriore faglia, ad andamento circa E-O, che attraversa il settore settentrionale dell’area di studio (Figg. 1b e 1c). Questo segmento costituisce la terminazione di una faglia ad andamento arcuato e immersione verso i quadranti meridionali. Il tratto della struttura orientato NE-SO è ben esposto, immediatamente ad ovest dell’area microzonata (Fig. 1b), dove la faglia mette a contatto le lave plioceniche, esposte al letto, con i depositi sabbiosi del ciclo infrapleistocenico, presenti al tetto. Il tratto E-O della struttura, che attraversa la porzione settentrionale dell’abitato, collega due delle principali sorgenti storiche, la cui distribuzione è probabilmente connessa alla presenza di una soglia di permeabilità creata dalla struttura stessa. Le stratigrafie dei sondaggi che attraversano i depositi del terrazzo sommitale evidenziano, inoltre, la presenza alla base di un orizzonte continuo, seppure di spessore molto limitato, costituito da un livello argilloso ricco in materiale organico di colore bruno-rossastro, assimilabile ad un paleosuolo. Tale orizzonte testimonierebbe la trasgressione marina su una superficie di erosione continentale, modellata sulla successione infrapleistocenica. I depositi marini terrazzati, pertanto, sono presumibilmente
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