GNGTS 2014 - Atti del 33° Convegno Nazionale
GNGTS 2014 S essione 2.2 155 riferibili all’ultima trasgressione di età mediopleistocenica, risultando assimilabili alla successione della cosiddetta “panchina milazziana” descritta da Accordi (1963), il quale riconosceva come elemento distintivo la presenza costante di un paleosuolo fra il piastrone calcarenitico del terrazzo ed il substrato. I depositi marini terrazzati si estendono nel sottosuolo di tutto il centro urbano, da una quota massima di 265 m fino alla quota 200 m s.l.m. (Fig. 1c). I due ordini di terrazzo marino sono separati da una scarpata di circa 20 m, caratterizzata da un piede posto ad una quota di circa 235 m s.l.m.. Nonostante la chiara giacitura tipica di terreni di copertura, i depositi marini terrazzati, per la loro litologia sono stati comunque catalogati nella CGT_MS come substrato geologico (GR in Fig. 2b), in quanto gli standard non prevedono la possibilità di inserire tra le coperture terreni coerenti. I nuovi dati di terreno hanno evidenziato anche la presenza di coperture continentali di genesi differente, rilevanti ai fini della MS, tra cui i prodotti di alterazione del deposito marino terrazzato, costituiti da argille limose e sabbiose con intercalazioni di clasti carbonatici, presenti in una vasta area del centro urbano (Clec in Fig. 2b). Al piede del versante meridionale ed orientale della dorsale di Francofonte, per vasti tratti, si è accumulata una coltre detritica a matrice argilloso-sabbioso-limosa con elementi di varie dimensioni di calcareniti e vulcaniti (Clfd in Fig. 2b). Inoltre, lungo i versanti che delimitano la dorsale sono modellati terrazzi fluviali con depositi alluvionali a prevalente matrice argillosa (MLtf in Fig. 2b) o sabbiosa (SMtf in Fig. 2b). Infine, materiale di riporto eterogeneo (Rizz in Fig. 2b), derivante da attività antropica, è stato riconosciuto in varie zone del centro abitato. Il modello geologico del sottosuolo dell’area di studio è stato ricostruito mediante la realizzazione, sulla nuova base geologica, di una serie di profili geologici (Fig. 1c), orientati circa N-S ed E-O e disposti secondo una griglia a maglie strette (Fig.1b). L’interpolazione tra le geometrie 2D riprodotte nei profili fornisce elementi utili a determinare anche l’andamento tridimensionale nel sottosuolo dei principali elementi strutturali e geologico-stratigrafici, sulla quale è stata basata la delimitazione delle differenti microzone omogenee. La scelta delle tracce delle sezioni è stata fatta sulla base della loro rappresentatività dell’assetto geologico e sull’interpretazione dei sondaggi geognostici disponibili, ubicati direttamente sulle tracce dei profili o proiettati da aree limitrofe. I profili raffigurano geometrie anche a profondità superiore a quelle di investigazione diretta dei sondaggi utilizzati, sulla base dell’interpretazione dei dati di superficie. Confronto tra elaborati ottenuti da dati preesistenti e da dati originali. Le profonde differenze riscontrate tra la cartografia geologica pregressa e la carta geologica derivante dai rilievi originali condotti, ha suggerito di procedere all’elaborazione di due distinte CGT_MS, derivate rispettivamente dai soli dati pregressi e dall’integrazione di questi con nuovi rilievi (Fig. 2). E’ stato così possibile valutare l’impatto dei nuovi dati geologici sulla qualità del prodotto finale. Gli studi geologici di approfondimento effettuati hanno evidenziato la presenza di una serie di orizzonti, quali il terrazzo calcarenitico, le lave di copertura e le ingenti coperture detritiche recenti che modificano in maniera sostanziale la legenda della CGT_MS, rivelando una situazione ben più complessa di quella esposta nei lavori precedenti. La notevole discrepanza tra i due documenti (Fig. 2) evidenzia che la qualità del prodotto finale è profondamente influenzata dal dettaglio dei dati utilizzati e quindi troppo dipendente dalla qualità degli studi pregressi. In ogni caso, la necessità di eseguire revisioni e approfondimenti sui rilievi geologici sin dal primo livello di microzonazione sismica, è dettata dall’inadeguatezza delle legende adottate nella cartografia pre-esistente, generalmente poco dettagliate per quanto riguarda la tipologia e la distribuzione dei terreni di copertura. È evidente come uno studio basato sui soli dati pregressi, nel caso questi fossero inadeguati, possa incidere, non solo sui risultati relativi al primo livello di approfondimento per la redazione della carta delle MOPS, ma anche sulle scelte e sulle integrazioni dei successivi livelli di approfondimento. L’individuazione e la differenziazione delle microzone omogenee è stata basata prevalentemente sui rapporti litostratigrafici tra substrato e coperture, descritti nel modello di
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