GNGTS 2014 - Atti del 33° Convegno Nazionale
In Fig. 1 sono riportate le ubicazioni di tutte le indagini, ove con i pallini rossi sono indicate le indagini combinate HVSR-MASW, con i pallini gialli le misure di rumore ambientale HVSR, con il pallino verde l’indagine DH, con la linea rossa la traccia dell’indagine ERT e con le linee azzurre le tracce delle sezioni esaminate. Le registrazioni acquisite in corrispondenza dei 35 siti di misura sono state selezionate ed elaborate, al fine di ottenere la funzione stazione rappresentativa: essa è rappresentata dai rapporti spettrali H/V degli spettri di Fourier relativi alle componenti orizzontali (H) e verticali (V) del rumore acquisito. I risultati ottenuti mostrano le seguenti caratteristiche generali: - numerose stazioni posizionate ai bordi della vallata hanno evidenziato picchi della curva H/V nell’intervallo di frequenze 10-20 Hz, con ampiezze comprese tra 3 e 6. Queste frequenze sono imputabili a contrasti di impedenza piuttosto superficiali (entro pochi metri dal p.c.) tra la copertura del versante ed un substrato più rigido, che in molti casi, è stato possibile ipotizzare costituito dalla stessa roccia che affiora sui versanti molto acclivi che bordano la vallata; - in circa 2/3 delle curve H/V si evidenzia un doppio picco di amplificazione nell’intervallo di frequenze tra 1 Hz e 10 Hz, con pochi casi in cui è presente anche un terzo picco. In linea generale, si presenta una prima frequenza con valori che variano nell’intervallo 2,5 Hz – 5,5 Hz ed una seconda (ed eventualmente terza) frequenza compresa nell’intervallo 6,0 Hz – 9 Hz, con ampiezze che variano tra 3 e 7. Queste frequenze sono imputabili a due/tre contrasti di impedenza esistenti nel sottosuolo, tra la superficie e il substrato rigido; - in numerosi punti di misura, i risultati hanno mostrato curve H/V amplificate in bassa frequenza (< 1 Hz). Potendosi escludere cause legate all’installazione strumentale o al cattivo funzionamento dei sensori e/o della cavetteria di collegamento con la stazione di registrazione, le basse frequenze potrebbero essere dovute a varie cause, tra le quali quella legata all’intenso rumore di natura antropica, anche eterogeneamente diffuso, presente nell’area durante le acquisizioni. In ogni caso, le basse frequenze riscontrate non sono di interesse ingegneristico per la microzonazione sismica, a causa delle caratteristiche tipologico-strutturali delle costruzioni presenti nell’area esaminata. I risultati delle indagini, espressi in termini di spessori e velocità delle onde di taglio Vs di ciascun sismo-strato individuato nel sottosuolo, sono stati tra loro assemblati, al fine di ricostruire sezioni trasversali alla valle, lungo le quali definire il modello geofisico e predisporre le simulazioni numeriche per la valutazione degli effetti sismici di sito. Il modello geofisico del sottosuolo, ritenuto valido nell’ambito dell’intero tratto di valle esaminata, prevede una sequenza sismo-stratigrafica costituita da 3 diverse unità geofisiche (U1, U2 e U3), con un aumento di rigidezza con la profondità; l’unità geofisica più superficiale, data la forte eterogeneità presente, è stata suddivisa in due sotto-unità (U1a e U1b). A ciascuna unità geofisica cosi individuata sono stati assegnati, come valori della velocità delle onde di taglio V S , i valori ottenuti dalla media dei valori sperimentali derivati dalle indagini, stimando i valori del peso di volume e del coefficiente di Poisson. Per quanto riguarda le curve dell’andamento del modulo di taglio normalizzato (G/G 0 ) e del rapporto di smorzamento (D) con la deformazione tangenziale (��� �� ������� �� ���� ������������ γ�� �� ������� �� ���� ������������ ), in assenza di dati sperimentali e in considerazione della natura granulare prevalentemente grossolana dei materiali presenti nel sottosuolo della valle esaminata, si è fatto riferimento a dati disponibili in letteratura e riferiti ad alluvioni ghiaiose italiane (SSN, 2004) e a depositi ghiaiosi generici statunitensi (Rollins et al. , 1998); tali dati sono considerati, in ambito scientifico nazionale, di comprovata validità per materiali prevalentemente ghiaiosi. In Tab. 1 sono riportati i parametri geofisici adottati per ciascuna unità geofisica nell’ambito delle 6 sezioni trasversali esaminate; sono riportati i valori del peso di volume (��� ��� ������������ γ), del coefficiente di Poisson (��� ��� �������� �� ����������� ������� �� ν�� ��� �������� �� ����������� ������� �� ), del rapporto di smorzamento interno (D 0 ) e della velocità delle onde di taglio (Vs): GNGTS 2014 S essione 2.2 159
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