GNGTS 2014 - Atti del 33° Convegno Nazionale

input medio e lo spettro di risposta elastico prescritto dalla normativa vigente per Canazei, con riferimento alla relativa categoria di sottosuolo; i grafici, per ogni punto analizzato, degli spettri elastici di risposta in pseudo-accelerazione di output medi adattati, mediante la procedura proposta negli ICMS, per agevolarne il confronto con lo spettro di risposta elastico prescritto dalla normativa vigente per Canazei, con riferimento alla relativa categoria di sottosuolo. Per completare l’indagine numerica, in alcuni punti di analisi ritenuti più significativi di ogni sezione, è stata condotta un’analisi monodimensionale, finalizzata alla valutazione dell’influenza, sui risultati, della geometria della valle analizzata, applicando il codice di calcolo SHAKE_s nato dalla revisione di SHAKE91 (Idriss e Sun, 1992). Lungo ciascuna sezione sono stati scelti alcuni punti di analisi, ubicati al bordo e al centro della valle, tali da evidenziare le eventuali differenze esistenti tra l’effetto di amplificazione lito-stratigrafica 1D con l’effetto combinato di amplificazione lito-stratigrafica e di geometria sepolta 2D. I confronti mostrano in termini di fattori di amplificazione un aumento del valore di Fa 0.1- 0.5 nel caso della modellazione 2D dell’ordine del 20-40% in corrispondenza del centro della valle e di meno del 5% in corrispondenza dei bordi della stessa, ad esclusione di alcuni casi localizzati, legati alla particolare forma di chiusura; il valore di Fa 0.5-1.5 tende a restare invariato in corrispondenza dei bordi della valle e ad aumentare del 5-15% in corrispondenza del centro valle. In termini di forme spettrali si evidenzia come le geometrie di chiusura della valle tendano a spostare le amplificazioni verso periodi più bassi e ad incrementarle localmente nell’intervallo di periodo compreso tra 0.1 e 0.2 s, mentre la geometria della valle, nel suo complesso, tenda ad aumentare l’amplificazione in tutto l’intervallo di periodo compreso tra 0.1 e 0.5 s, mentre per periodi superiori a 0.5 s le risposte monodimensionale e bidimensionale tendano a coincidere. Si è evidenziato, infatti, come la risposta sismica del tratto di Valle del T. Avisio esaminato sia concentrata prevalentemente nei bassi periodi e come il contributo amplificativo legato all’effetto lito-stratigrafico sia prevalente rispetto a quello legato all’effetto di geometria sepolta. I risultati del confronto tra modellazioni 1D e 2D permettono inoltre di verificare la validità delle formule semplificate utilizzate per la definizione del coefficiente di forma C (ICMS, 2008), in grado di discriminare le valli strette (C > 0.25), per le quali si prevede un forte contributo degli effetti bidimensionali legati alla geometria di valle, dalle valli larghe (C < 0.25), per le quali tali effetti possono considerarsi trascurabili; il coefficiente di forma è definito sulla base dei soli caratteri morfologici, ovvero dal rapporto tra lo spessore massimo della coltre di riempimento delle valle (h) e la semilarghezza (l) della stessa. Tale valore, calcolato lungo ciascuna sezione di analisi, varia tra un minimo di 0.14 e un massimo di 0.30 (sezione n. 3), che confrontati il valore di soglia di 0.25, mostrano come la valle esaminata nel tratto di monte presenti una conformazione sostanzialmente larga, passante a stretta, muovendosi verso quote inferiori, situazione in linea generale confermata dai risultati delle modellazioni. Sintesi dei risultati. I risultati delle simulazioni numeriche mostrano in generale la presenza di fenomeni di amplificazione sismica di tipo lito-stratigrafico e geometrico in corrispondenza del tratto analizzato all’interno della Valle del T. Avisio, con valori da alti a molto alti nell’intervallo di periodo di vibrazione compreso tra 0.1 e 0.5 s e da medio-bassi a bassi nell’intervallo di periodo di vibrazione compreso tra 0.5 e 1.5 s; le simulazioni numeriche hanno evidenziato in generale un livello di deformazione finale dei materiali dell’ordine di 0.02- 0.03%, con valori massimi dell’ordine dei 0.06-0.07%, ovvero all’interno del campo elastico non lineare, confermando la validità del codice numerico utilizzato. I confronti eseguiti tra gli spettri di risposta elastici prescritti dalla normativa vigente e gli spettri di output ottenuti dalle analisi numeriche bidimensionali FEM mostrano una generale incongruenza, in quanto le amplificazioni attese nell’area superano quanto fissato dalla procedura semplificata contenuta nella normativa italiana mediante l’uso delle categorie di sottosuolo. Per quanto riguarda la rappresentazione cartografica dei risultati in termini di fattori di amplificazione calcolati negli intervalli di periodo 0.1-0.5 s e 0.5-1.5 s nell’ambito della Valle del GNGTS 2014 S essione 2.2 163

RkJQdWJsaXNoZXIy MjQ4NzI=