GNGTS 2014 - Atti del 33° Convegno Nazionale

Metodo di analisi. Definita l’area di studio (area d’interesse con un buffer di circa 200 m), il primo passo è stato raccogliere tutti i documenti disponibili (cartografie e indagini). In particolare il primo obiettivo è stato definire accuratamente la posizione del ramo abbandonato del Po che secondo le cartografie disponibili (Bondesan et al. , 1995; Fioravante e Giretti, 2013) attraversava l’area da NW a SE. Tra le indagini disponibili sono state quindi selezionate quelle utili per la ricostruzione della stratigrafia dei primi 20 m (sondaggi a carotaggio continuo e prove penetrometriche statiche); considerato che l’elemento caratterizzante è la presenza di intervalli sabbiosi, sono state considerate utili anche le stratigrafie derivanti dall’interpretazione dei log di pozzi per acqua. In sintesi, le prove geotecniche in sito utilizzate sono le seguenti: • 154 prove penetrometriche statiche a punta meccanica (CPT), • 33 prove penetrometriche statiche con piezocono (CPTU) di cui 9 con cono sismico (SCPTU), • 69 sondaggi a carotaggio continuo, • 25 pozzi per acqua. Tutte queste prove sono state interpretate e classificate, in maniera da evidenziare la presenza e la distribuzione di intervalli granulari, come segue: - L1: presenza di orizzonti liquefacibili spessi almeno 30-40 cm, sotto falda, nei primi 5 m; - L2: presenza di orizzonti liquefacibili spessi almeno 1 m tra 5 e 10 m; - L3: presenza di orizzonti liquefacibili spessi almeno 2 m tra 10 e 15 m; - L4: presenza di orizzonti liquefacibili spessi almeno 2 m tra 15 e 20 m; - LT1 presenza di orizzonti liquefacibili che iniziano nei primi 5 m e continuano verso il basso; Fig. 2 – Esempio di sezione (esagerazione verticale x10) dell’area d’interesse. 168 GNGTS 2014 S essione 2.2

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