GNGTS 2014 - Atti del 33° Convegno Nazionale
Studio della risposta di sito in un’area del basso versante meridionale del M.te Etna (Sicilia) finalizzata all’individuazione degli effetti di direzionalità F. Fazio 1 , S. Grassi 2 , G. Rannisi 1 , S. Imposa 2 1 Geodixi, Catania . 2 Dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche e Ambientali – Sez. Scienze della Terra, Università di Catania Introduzione. Nel presente lavoro si è cercato di definire l’assetto sismo-stratigrafico del sottosuolo, in un’area prossima a lineamenti strutturali attivi (Fig.1). E’ da evidenziare che nell’area di stretto interesse non si riscontra, attualmente, alcuna documentazione scientifica sulla possibile presenza di faglie attive e/o capaci così come nessun dato è stato riscontrato esaminando gli elaborati tecnici a supporto dei piani urbanistici dei comuni interessati. Tale ricerca si è sviluppata successivamente agli studi effettuati per la MZS di primo livello del comune di San Gregorio di Catania, a seguito di numerose segnalazioni, da parte della popolazione residente nell’area oggetto di indagine, di lesioni sia alle strutture portanti sia alle relative tamponature e di cedimenti alle pavimentazioni dei locali a piano terra (Fig. 2). Le zone limitrofe all’area esaminata sono state oggetto, nell’ultimo decennio, di molteplici studi mirati all’individuazione di fenomeni amplificativi lungo una fascia di “debolezza” tettonica, testimoniata dalla presenza di una struttura orientata NNO-SSE denominata, in letteratura, “Faglia di Trecastagni” (Imposa et al. , 2004, 2013) che interessa i centri urbani di San Giovanni La Punta e di San Gregorio di Catania e dal “Sistema di Valverde”, collegato al più ampio “sistema di Aci Catena” e subordinato a questo (dati ITHACA - http://www. isprambiente.gov.it/it/progetti/ithaca-catalogo-delle-faglie-capaci ) (Fig. 1). La “Faglia di Trecastagni” e il “Sistema diAci Catena –Valverde”, si snodano rispettivamente a sud ed a est della zona esaminata ed entrambi, mostrano un trend direzionale NNO-SSE; questi due sistemi influenzano fortemente la morfologia del territorio dando luogo alla formazione di evidenti scarpate, talvolta obliterate dalla presenza di conetti eruttivi e colate laviche recenti, rappresentando, inoltre, un importante elemento strutturale del basso versante sud-orientale del vulcano. Secondo recenti ricerche, queste strutture costituirebbero uno dei margini dell’ampia area instabile del fianco orientale dell’Etna, soggetta ad un continuo e lento scivolamento verso ESE (Azzaro, 2010). Dal punto di vista geologico, la porzione di territorio in cui ricade l’area di studio è caratterizzata dall’affioramento di prodotti lavici, costituiti da colate con morfologia tipo “aa” e più raramente “pahoehoe”, coni di scorie e bombe sciolte, localmente saldate, cui si associano Fig. 1 – Ubicazione dell’area d’indagine con indicazione, nel riquadro in giallo, delle sezioni tromografiche effettuate. In rosso le faglie attive e capaci secondo il progetto ITHACA. 180 GNGTS 2014 S essione 2.2
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