GNGTS 2014 - Atti del 33° Convegno Nazionale
188 GNGTS 2014 S essione 2.2 Sismicità storica e pattern di danneggiamento urbani. Il DBMI11 riporta dieci terremoti con Is>VMCS. Gli eventi più rilevanti furono quelli del 1466, 1561, 1694, e 1980 con intensità locali oscillanti tra VIII e X MCS (Tab. 1). In questa prima fase della ricerca sono stati stilati i pattern urbani di danno per i sismi del 1694 e del 1980. Inoltre, nuove ricerche su fonti inedite hanno consentito di delineare gli effetti anche per il sisma del 1910 (Fig. 1). Il disastroso sisma del XVII secolo coinvolse un tessuto urbano che, come visto in precedenza, era in progressiva espansione nella porzione extra-moenia . Il terremoto determinò crolli diffusi con gravi danni all’intero paese. Si registrò il crollo dell’ultimo piano del castello i cui detriti investirono gli edifici sottostanti con innesco di danni per effetti secondari. Crollarono anche la cattedrale, il palazzo vescovile, le quattro chiese parrocchiali, il monastero delle monache - in posizione extra moenia - e il Monastero di San Francesco; seri danni si ebbero anche al seminario e probabilmente al convento dei Cappuccini (Vera, e distinta Relatione del Terremoto…, 1694; Vera, e distinta Relatione dello spaventoso… , 1694; Pacichelli, 1695). Il Martuscelli (1896), probabilmente attingendo da informazioni di prima mano, ricorda che :”…Tutta quella zona che si estende dal torrione al giardinetto e che ora è orto di casa Martuscielli era un aggregato di case che disparve per sempre, non escluso l’antico palazzo… edificato dal canonico D. Antonio Martuscelli …e vi perirono tutti della famiglia, tranne un bambino…, salvato…dalla madre, Giustiniana Coccicone ”. Lo stesso autore si sofferma anche sulla constatazione che il terremoto causò crolli senza riguardo la tipologia edilizia, sia in immobili di proprietà di ceti sociali meno abbienti sia in case palazziate, secondo un’apparente regola di effetti di danneggiamento indipendenti dalla vulnerabilità edilizia. A tal proposito, allo scopo di avere indicazioni circa la distribuzione dei ceti sociali sul territorio urbano, ed in particolare nell’area più danneggiata, è stata consultata la “ Sezione Domiciliaria ” del catasto provvisorio (Archivio di Stato di Potenza), ove è riportato l’inventario dei beni immobili censiti nel 1808 in ambito urbano. Tale informazione pur se successiva di circa un secolo al sisma, conferma indirettamente quanto riferito dal Martuscielli (1896), evidenziando che una parte Tab. 1 - Terremoti (Is>5 MCS) censiti per Muro Lucano e Tito (PZ) (da Locati et al ., 2011). Is Tito Is Muro Terremoto Area epicentrale Io Mw - 8 1466 01 15 Irpinia 8-9 6.05 ±0.2 8-9 - 1561 07 31 Irpinia 10-11 9 1561 08 19 Vallo di Diano 10 6.83 ±0.28 9 10 1694 09 08 Irpinia-Basilicata 10 6.79 ±0.10 9 - 1826 02 01 Basilicata 11 7.03±0.08 - 6 1851 08 14 Basilicata 10 6.38 ±0.17 10 6 1857 12 16 Basilicata 11 7.03 ±0.08 5-6 NF 1899 10 02 Polla 5-6 4.57 ±0.35 - 7 1910 06 07 Irpinia-Basilicata 8 5.73 ±0.09 6 7 1930 07 23 Irpinia 10 6.62 ±0.09 7 3 1963 02 13 Tito 7 5.20 ±0.26 7 8 1980 11 23 Irpinia-Basilicata 10 6.89 ±0.09 6 - 1986 07 23 Potentino 6 4.68 ±0.14 6 5-6 1990 05 05 Potentino 5.80 ±0.09 6 5-6 1991 05 26 Potentino 7 5.11 ±0.09
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