GNGTS 2014 - Atti del 33° Convegno Nazionale

GNGTS 2014 S essione 2.2 193 diretti dei 53 portali riportanti la data in chiave di volta. Tale informazione è stata sovrapposta al tematismo del danno, riscontrandosi un’elevata corrispondenza tra le aree più danneggiate, come desunte dallo studio macrosismico, e quelle ricostruite (Fig. 3). Ultimo terremoto preso in esame è stato quello del 23 novembre 1980, che causò danni rilevanti a gran parte del centro storico con crolli e danni gravissimi nella zona occidentale e centro-orientale (Fig. 3) (Gizzi et al. , 2012). Franosità storica. Anche per il comune di Tito è stata effettuata una ricerca tecnico-storica circa gli effetti al suolo. Sinora sono stati identificati 26 fenomeni nel periodo dal 1694 al 2008. Di questi almeno tredici hanno coinvolto il centro urbano e più segnatamente la porzione centro-orientale del centro storico (Tab. 4). Tab. 4 - Inventario dei fenomeni franosi ed altri effetti al suolo censiti per il comune di Tito (elaborazione preliminare). F=frane; Fr=fratture; Vrp=variazioni di portata; Ea=emissione di acqua; T=terremoto; P=precipitazioni; A=antropica ASPZ=fonte reperita presso Archivio Stato di Potenza (per esigenze di sintesi si omettono i molteplici riferimenti archivistici delle fonti consultate che, tuttavia, saranno riportati in apposito ulteriore lavoro). ID T1 T2 T3 T4 T5 T6 T7 T8 T9 T10 T11 T12 T13 T14 Tip. Evento Fr/Vrp Fr/Ea F F Fr F Vrp F F F F F F Fr Data 08.09.1694 01.02.182 6 01.02.1826 01.02.1826 16.12.1857 16.12.1857 16.12.1857 16.12.1857 23.11.1980 1905 02.1907 04.1907 04.11.1908 21.08.1909 Causa T T T T T T T T T - P P - - Fonte Vera, e distinta Relatione dello spaventoso, e funesto… Lombardi, 1829 “ “ Battista, 1858 “ “ “ Esposito et al. , 1996 Almagià, 1910 ASPz “ “ “ Descrizione evento/localizzazione/danni Fenditura nel terreno larga “molte braccia”. La sorgente, da cui usciva acqua solfurea, situata in prossimità della fenditura si prosciugò in contiguità temporale con il sisma ed affiorò in altro luogo distante due miglia In località Crocevia, a nord-ovest del paese, si formarono fratture nel terreno con fuoriuscita di acqua Dal Colle Pescogrande si staccarono massi di grandi dimensioni che precipitarono nel torrente sottostante [ Fiumara di Tito ] Dalla parte opposta del colle [ Pescogrande ] ci fu anche uno sprofondamento del terreno Nelle campagne si aprirono profonde fessure In località Rammotta, nei pressi della Torre di Satriano, la terra scoscese Le sorgenti sia solfuree sia ferrose ed anche quella di colore bianco [s. Acqua Bianca ], essic- cate prima del terremoto, tornarono a sgorgare dopo l’evento Dalla montagna Peschi [ Pieschi ] si staccarono grossi macigni che precipitarono nel torrente sottostante [ Fiumara di Tito ] Riattivazione frana T6 Si verificò una frana nel versante settentrionale La frana, con profondità di circa 16 m, minacciava la parte meridionale dell’abitato sottostante alla Strada Provinciale, tra Vico Oddone e Piazza del Seggio. Alcune case furono coinvolte nel fenomeno di dissesto Movimento franoso nel rione meridionale (nei pressi di Largo della Fontana) dell’abitato sottostante la SP 95 Una frana minacciava il rione Notargallotto, la strada nazionale e le case del rione Annunziata Un crepaccio si aprì nelle vicinanze del palazzo municipale e delle abitazioni attigue alle poste [probabilmente associata alla frana T13]

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