GNGTS 2014 - Atti del 33° Convegno Nazionale

GNGTS 2014 S essione 2.2 201 ottenuti utilizzando l’approccio deterministico, specialmente con riferimento alla magnitudo massima. Esempio applicativo. Si è fatto riferimento ad un deposito ideale ubicato in Italia centrale, al confine tra Umbria e Lazio (42.4825°, 12.7444°). Il sottosuolo è costituito da 12 m di sabbia pulita, moderatamente addensata e caratterizzata (N 1 ) 60 < 10-30 (Fig. 3a). La superficie libera della falda idrica è stata posta ad 1m di profondità dal piano campagna. È stata eseguita la verifica a liquefazione con il metodo semplificato in condizioni di campo libero ( free-field ), per uno stato limite SLV caratterizzato da un tempo di ritorno di 975 anni (a max =0.34 g). Di seguito sono confrontati i risultati ottenuti mediante due approcci, quello deterministico, assumendo come magnitudo di riferimento il valore massimo, e quello basato sulla disaggregazione della pericolosità sismica e sulla successiva somma dei contributi delle magnitudo individuali al coefficiente di sicurezza a liquefazione. Per quanto riguarda l’approccio deterministico, sulla base dei dati della sismicità storica dell’area di studio, è stato preso in considerazione l’evento sismico di maggiore intensità nella storia sismica dell’area caratterizzato da M max =6.5. Con riferimento al secondo approccio, è stato considerato lo studio di disaggregazione della PGA relativamente ad una probabilità di occorrenza del 5% in 50 anni, corrispondente ad un tempo di ritorno di 975 anni. In Fig. 1 è diagrammato il contributo percentuale dei vari campi di magnitudo alla pericolosità sismica del sito. Il rapporto di resistenza ciclica CRR è stato determinato sulla base dei risultati delle prove penetrometriche SPT. I risultati delle verifiche di liquefazione, per il casoM max =6.5, sono illustrati in Fig. 3 in termini di profili di: a) resistenza penetrometrica normalizzata (N 1 ) 60 e del valore equivalente per sabbie pulite (N 1 ) 60CS ; b) rapporto di resistenza ciclica CRR M=7.5 ; c) rapporto di tensione ciclica CSR M=7.5 ; d) coefficiente di sicurezza alla liquefazione FS L . Si può osservare che FS L è generalmente inferiore ad 1.25, tranne che alle maggiori profondità (10-12 m). Fig. 3 – Deposito di sabbia pulita e variazione della resistenza penetrometrica normalizzata con la profondità (a); veri. fica alla liquefazione con M max =6.5 e a max =0.34g (b) Nell’approccio della disaggregazione della magnitudo sono stati considerati 7 campi di magnitudo e FS L è stato ottenuto sommando i contributi relativi a ciascun campo (vedi Fig. 1). Questa procedura è stata applicata alle due profondità di 3.00 e 6.00 m e i risultati del calcolo sono rispettivamente riportati nelle Tabb. 2 e 3. Alla profondità di 3.00 m si ottiene FS L =1.25 mentre a 6.0 m risulta FS L =1.38. Si osservi che alle stesse profondità di 3.00 m e 6.00 m l’approccio seguito in precedenza, utilizzando la magnitudo massima, fornisce rispettivamente FS L =0.96 e FS L =1.03. Ne consegue che l’esito della verifica è diverso nei due approcci. Si noti che i coefficienti di sicurezza ottenuti utilizzando la magnitudo massima sono di circa il 25% minori di quelli ricavati con il metodo della disaggregazione della magnitudo. L’esempio illustrato evidenzia quindi che l’uso della massima magnitudo potenziale nelle verifiche a liquefazione risulta generalmente più cautelativo e, essendo di più semplice e rapida applicazione, è raccomandabile per analisi di sensibilità del potenziale di liquefazione di un

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