GNGTS 2014 - Atti del 33° Convegno Nazionale
osservate può contribuire a rendere più efficace la macchina dei soccorsi. Tutte le informazioni raccolte, inoltre, se opportunamente organizzate e catalogate, potranno arricchire le banche dati esistenti, rappresentando un prezioso strumento per studi ed analisi sulla vulnerabilità ed il rischio sismico del patrimonio antropico presente sul territorio nazionale. Uno strumento tecnico che si è dimostrato estremamente efficace, anche a seguito degli ultimi terremoti, è la scheda per il rilievo dell’agibilità degli edifici (Scheda AeDES: Agibilità e Danno in Emergenza Sismica) che ha consentito di effettuare, in un periodo relativamente breve, un rilievo speditivo dei danni alle strutture antropiche nelle aree interessate dagli eventi e la loro conseguente analisi e quantificazione. La compilazione della SchedaAeDES, se da una parte ha consentito ad una buona parte della popolazione di rientrare nella propria abitazione in tempi relativamente brevi, dall’altra ha però evidenziato alcune carenze nella definizione e identificazione delle problematiche geologiche e geotecniche connesse all’occorrenza dell’evento sismico e alle loro possibili interazioni con le opere strutturali e infrastrutturali. La necessità, pertanto, di contribuire ad una migliore identificazione delle problematiche geologiche e geotecniche e degli effetti che un evento sismico causa sull’ambiente fisico e, conseguentemente, sui terreni al di sotto o al contorno degli edifici e delle opere infrastrutturali in genere, ha spinto il Dipartimento della Protezione Civile (DPC) a creare un gruppo di studio interistituzionale che si occupasse specificatamente di predisporre anche una serie di schede (Schede GEO: geologiche e geotecniche) che contribuissero alla valutazione dei danni se causati o connessi a fenomeni cosismici geologici e geotecnici (gruppo di lavoro Schede GEO). Le Schede GEO sono quindi il frutto delle diverse esperienze effettuate sul campo a seguito degli ultimi eventi più significativi: Abruzzo (2009) ed Emilia (2012), durante i quali squadre di tecnici hanno dato il loro significativo contributo all’interno della funzione tecnica del DPC. La necessità di programmare gli interventi, assegnando a squadre di tecnici una determinata area, per velocizzare le ispezioni e per evitare sovrapposizioni, e adottando uno strumento comune per la schedatura dei rilievi, è il filo conduttore della realizzazione delle Schede GEO. Le schede garantiscono una valutazione omogenea ed oggettiva di ogni fenomeno cosismico provocato dall’evento sismico e permettono una rapida ed efficace definizione degli interventi. Fenomeni di instabilità permanente (cosismici e post sismici). Negli ICMS (2008) le principali instabilità cosismiche permanenti sono: • instabilità di versante; • liquefazione; • faglie attive e capaci; • cedimenti differenziali. Negli studi di microzonazione sismica, tali fenomeni cosismici caratterizzano alcune tipologie di zone (zone suscettibili di instabilità) e sono individuate, qualitativamente, in base alle informazioni minime acquisite nel livello MS1 e, solo in un secondo tempo, sono analizzate e definite quantitativamente, nei livelli di approfondimento successivi (MS3). A queste stesse instabilità, riportate nelle Schede GEO, si sono aggiunti altri fenomeni cosismici quali: • collasso di cavità sotterranee • innalzamento del livello della falda • fratturazione generica (anche non legata alla fagliazione) del terreno. Oltre alle instabilità permanenti, nella scheda sono richieste informazioni anche su eventuali opere di sostegno, il danneggiamento delle quali può fornire informazioni utili a valutazioni sulla estensione e magnitudo delle instabilità. Gruppo di lavoro e attività. Il Decreto del Capo Dipartimento della Protezione Civile n. 828 del 5 marzo 2012 ha disposto la costituzione di un Gruppo di lavoro interistituzionale per definire una serie di schede di valutazione post-evento per gli aspetti geologici e geotecnici 218 GNGTS 2014 S essione 2.2
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