GNGTS 2014 - Atti del 33° Convegno Nazionale
LA METODOLOGIA SMAV PER LA VALUTAZIONE SPEDITIVA DELL’OPERATIVITà STRUTTURALE DEGLI EDIFICI STRATEGICI F. Mori 1 , D. Spina 2 , G. Acunzo 1 1 CNR-IGAG, Roma 2 Dipartimento della Protezione Civile, Roma Premessa. Con l’applicazione dell’analisi della Condizione Limite per l’Emergenza (CLE) in molti comuni, sono emerse le prime esigenze di predisposizione di metodi e procedure finalizzati a ottimizzare i percorsi valutativi dei sistemi di gestione dell’emergenza. Fra questi, con maggiore urgenza, ricadono quelli volti a valutare le priorità di intervento per la messa in sicurezza degli edifici strategici. Infatti, da una prima analisi sulle verifiche degli edifici strategici avviata a seguito dell’emanazione dell’OPCM 3274/2003 emerge che, il patrimonio sul quale intervenire è decisamente cospicuo (circa 40.000 edifici rilevati ai quali aggiungerne ulteriori 20.000, stimati, ancora da rilevare). Tale patrimonio include tutto ciò che viene definito all’interno del Decreto del Capo Dipartimento della protezione civile del 21 ottobre 2003, n. 3685 e, quindi, tutto ciò che “assume rilievo fondamentale per le finalità di protezione civile” e non solo per la gestione dell’emergenza. E’ evidente che su tali numeri, rilevamenti di maggior dettaglio, anche solo finalizzati a formare graduatorie e priorità di intervento, possono diventare complessi e con costi proibitivi, a meno di ulteriori selezioni in termini di funzioni. Con la metodologia dell’analisi della CLE (versione 2.0) viene introdotta una codifica specifica per tre edifici strategici ritenuti fondamentali per il sistema di gestione dell’emergenza: il coordinamento degli interventi, il soccorso sanitario e l’intervento operativo. Ciò in coerenza con l’obiettivo di fondo dell’analisi della CLE: analizzare il più generale sistema strategico di protezione civile per i soli aspetti specifici riguardanti la gestione dell’emergenza, a partire da quanto definito e riportato nel piano di protezione civile. Nell’ambito delle attività di supporto e monitoraggio alla MS e alla CLE da parte del Dipartimento di protezione civile in accordo con il CNR-IGAG, si adotta questa selezione di edifici come sottoinsieme prioritario su cui applicare una metodologia speditiva per valutare l’operatività strutturale. L’obiettivo generale è, quindi, quello di avere una graduatoria per gli edifici strategici finalizzati alla gestione dell’emergenza, tali da costituire una rete territoriale a copertura nazionale, possibilmente tenendo conto di bacini di utenza oltre una certa soglia dimensionale (per questo vengono incentivate analisi per Unioni di comuni), al fine di evitare squilibri e sprechi di risorse. Nel predisporre la metodologia si è tenuto conto della semplicità applicativa, della modularità e della standardizzazione della procedura, al fine di poterla estendere in diversi contesti e consentire la sua applicazione anche da parte di strutture tecniche regionali, pur mantenendo la confrontabilità su scala nazionale. Nel capitolo 1 vengono descritti gli obiettivi e lo schema procedurale. Nel capitolo 2 vengono descritte in dettaglio la metodologia e le fasi operative. Nel capitolo 3 vengono descritte alcune specifiche sulle modalità esecutive delle misure di vibrazione sull’edificio. Infine sono riportati due esempi di validazione della metodologia con dati sperimentali, un confronto con una valutazione di vulnerabilità sismica condotta nel rispetto delle NTC08 e due esempi applicativi a due edifici strategici facenti parte della CLE di Faenza. Tutto ciò rappresenta lo sviluppo di quanto contenuto in “Un metodo sperimentale per la valutazione dell’operatività di un edificio strategico che tenga conto della risposta sismica locale” di Spina et al. (2013). ������������������������������������������������������������������ http://www.protezionecivile.gov.it/jcms/it/standard_analisi_cle.wp 224 GNGTS 2014 S essione 2.2
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