GNGTS 2014 - Atti del 33° Convegno Nazionale

i sensori di almeno un impalcato (possibilmente quello al livello più elevato) siano sempre presenti. Per ciascuna configurazione i dati relativi ai diversi punti di misura dovranno essere sincronizzati o attraverso un collegamento via cavo ad un’unica centralina di conversione A/D e acquisizione, o attraverso il tempo assoluto GPS associato a ciascun segnale. Si effettuerà almeno una registrazione di rumore ambientale per ciascuna configurazione della durata non inferiore a 1800 s e con una frequenza di campionamento uguale o superiore a 100 Hz. La seconda fase consiste nella previsione della risposta sismica dell’edificio strategico previa definizione dell’input sismico sotto forma di spettro di risposta. Se l’edificio in esame è situato in un centro abitato nel quale è stato condotto uno studio di microzonazione sismica di livello MS2 o MS3, è possibile utilizzare lo spettro di risposta che caratterizza la microzona nella quale è costruito l’edificio stesso. Se la microzonazione sismica non è disponibile, si effettua un’analisi di risposta sismica locale sulla base di un modello di sottosuolo monodimensionale definito con parametri geologici e geofisici. La validazione di tale modello avviene attraverso i dati ricavati dalle misure sul terreno. La previsione della risposta sismica dell’edificio avviene con l’identificazione dei parametri modali sperimentali della struttura e con un modello matematico. Le deformate modali globali dell’edificio vengono ricostruite a partire dalle singole configurazioni parziali, grazie al riferimento degli accelerometri fissi. L’affidabilità dei parametri sperimentali è valutata attraverso una serie di indici. Sulla base di tali indicazioni le deformate modali possono essere corrette in modo da migliorare il modello matematico. Il modello matematico dell’edificio è basato sull’ipotesi di piano suddiviso idealmente in rettangoli a comportamento rigido e massa concentrata assicurando comunque la congruenza degli spostamenti nei punti comuni a più rettangoli. La matrice di massa è costruita sulla base della geometria planimetrica dei rettangoli costituenti idealmente la pianta ai diversi impalcati e della distribuzione delle murature/tamponature . I coefficienti di partecipazione e lemassemodali sono calcolati a partire dallamatrice di massa e dalle deformate sperimentali definite in termini di traslazioni e rotazioni dei rettangoli. Il modello matematico sviluppato consente di ricostruire la fisica spaziale dell’edificio in termini di accelerazioni e spostamenti controllando le percentuali di massa partecipante nelle due direzioni principali e l’eventuale errore introdotto dall’ipotesi cinematica assunta. La terza fase prevede la valutazione dell’operatività strutturale dell’edificio strategico. Il requisito prestazionale imposto all’edificio strategico a seguito del terremoto è quello dell’operatività strutturale corrispondente allo Stato Limite di Danno SLD, ovvero “la costruzione nel suo complesso subisce danni tali da non mettere a rischio gli utenti e da non compromettere significativamente la capacità di resistenza e di rigidità nei confronti delle azioni verticali ed orizzontali, mantenendosi immediatamente utilizzabile pur nell’interruzione d’uso di parte delle apparecchiature.” La valutazione dell’operatività strutturale viene condotta in relazione a due tipi di evento di diversa severità: 1. evento con T=475 anni, caratterizzato da una probabilità di superamento del 10% in 475 anni (si assume una classe d’uso II); 2. evento con T=101 anni, caratterizzato da una probabilità di superamento del 63% in 101 anni (si assume una classe d’uso IV). La valutazione legata all’evento 1. scaturisce dalla definizione della CLE dove viene specificato che l’edificio strategico deve rimanere operativo a fronte dell’interruzione delle funzioni residenziali (per tale motivo si assume che l’edificio strategico abbia la stessa vita nominale degli edifici residenziali). 226 GNGTS 2014 S essione 2.2

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