GNGTS 2014 - Atti del 33° Convegno Nazionale
GNGTS 2014 S essione 2.2 251 fase di progettazione. Dati di base. La definizione del modello di sottosuolo (da intendersi come integrazione del “modello geologico”, del “modello geotecnico” e del “modello geofisico”) per l’esecuzione di studi di MS3 e di RSL richiede l’uso di metodi di indagine convenzionali e/o propri della dinamica dei terreni quali (AGI, 1977, 2005): • sondaggi litostratigrafici; • prove in situ (CPT, SPT, DMT, ecc.); • installazione di piezometri e misura delle pressioni interstiziali; • prove geofisiche in situ (DH, CH, cono sismico, SDMT, SASW, MASW, ecc.) • prove geotecniche di laboratorio (determinazione di proprietà indice e di stato, prove edometriche, triassiali, colonna risonante, ecc.). La quantità e la tipologia delle indagini geotecniche, in accordo con le NTC, sono definite dal progettista, che se ne assume la responsabilità, in funzione del tipo di intervento e tenendo conto del modello geologico riportato nella relazione geologica. Le indagini devono permettere la definizione dei modelli di sottosuolo necessari alla progettazione e sono legate alla classe di prestazione richiesta dall’opera e quindi alla metodologia di analisi da adottare. Le indagini devono, quindi, essere programmate non solo per lo studio della RSL ma, in generale, anche per la caratterizzazione fisico-meccanica dei terreni al fine delle verifiche di stabilità e di esercizio delle opere che interagiscono con essi e questo è anche un obiettivo degli studi di MS3. Quale che sia la metodologia impiegata, la caratterizzazione dei terreni deve essere estesa a un volume significativo legato alla natura delle sollecitazioni e al problema oggetto di studio. Riepilogando, la caratterizzazione del sottosuolo nell’ambito del volume significativo deve avere come obiettivi minimi: • la definizione della litostratigrafica • le definizione delle geometrie dei corpi litologici • la conoscenza del regime delle pressioni interstiziali (superficie libera della falda, condizioni di quiete o di moto dell’acqua) • la conoscenza delle proprietà fisiche e meccaniche dei diversi terreni. Sulla base di questi dati è possibile effettuare sia studi di RSL che di MS3. Elaborazioni e risultati partendo da uno studio di MS3. Partendo dalle elaborazioni di MS3 (carte e spettri di risposta elastici) è possibile definire una procedura operativa per il sito del manufatto in oggetto. La procedura proposta prevede che il progettista, responsabile del manufatto: 1) verifichi in quale microzona della carta di MS3 si trova il sito del manufatto di interesse; 2) valuti, per la microzona identificata: • mappa con localizzazione delle indagini eseguite • carta geologico tecnica e sezioni geologico tecniche rappresentative della microzona • mappa delle misure strumentali della risposta in frequenza del sottosuolo • risultati delle indagini geotecniche e geofisiche • gli spettri di risposta elastici in superficie, calcolati con simulazioni numeriche; 3) valuti, con il supporto di un tecnico specialista competente, se i risultati riferiti alla microzona sono affidabili anche per il sito del manufatto di interesse, sulla base di: • esperienze e conoscenze pregresse del sito del manufatto • vicinanza al sito del manufatto delle indagini e delle elaborazioni numeriche degli studi di MS3 • affidabilità delle indagini e delle modellazioni numeriche eseguite • rappresentatività degli studi di MS3, sia per la caratterizzazione dei terreni di fondazione del manufatto, sia per l’assetto del sottosuolo dell’area;
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