GNGTS 2014 - Atti del 33° Convegno Nazionale

Per quanto riguarda le metodologie di elaborazione, queste Linee Guida, che a seguito della condivisione con leRegioni saranno parte integrante degli ICMS (2008), devono necessariamente basarsi sulla documentazione tecnico-normativa e scientifica disponibile, rimandando ad altri contesti la verifica di metodologie innovative. Indirizzi e Criteri per la Microzonazione Sismica. Gli Indirizzi e Criteri per la Microzonazione Sismica (ICMS, 2008) definiscono i criteri generali per assegnare una stima qualitativa e quantitativa degli effetti di un terremoto in un’area potenzialmente instabile per frana e per zonare il territorio rispetto alla pericolosità sismica. Nello stesso documento sono anche riportate le procedure per la delimitazione delle aree già in frana o suscettibili di movimenti franosi durante e/o dopo un terremoto, effettuando una distinzione tra frane in terra e frane in roccia. Le procedure di analisi si sviluppano su due livelli: • MS1, un livello di valutazione qualitativo; • MS3, un livello di valutazione quantitativo. Per ciò che concerne i dati utilizzabili, secondo gli ICMS (2008), la carta di MS1 può essere redatta con l’utilizzo di dati pregressi, se sufficienti. Nella maggior parte dei casi i dati pregressi, cosiddetti “poveri”, consistono in informazioni di base quali la descrizione delle unità litologiche da ispezioni visive, i livelli di falda rilevati durante le perforazioni, ecc. Pertanto, per la identificazione e definizione della suscettibilità all’instabilità di versante negli studi di MS1, si propongono metodologie che utilizzano dati immediatamente già disponibili, perché raccolti in situ o presenti in letteratura o in database pubblici. Per la realizzazione della carta di MS3 si rende necessaria, viceversa, l’esecuzione di indagini specifiche e approfondimenti per la caratterizzazione dei terreni. Le analisi di microzonazione sismica devono produrre, tra i risultati attesi, l’identificazione di zone soggette alle instabilità, che possono essere così classificate: • Zone di Attenzione (ZA) nel livello MS1: sono zone nelle quali i dati a disposizione non sono sufficienti, in quantità e tipologia, per definire se l’instabilità possa effettivamente verificarsi in caso di evento sismico; è possibile, tuttavia, ad esempio attraverso la consultazione di inventari, stabilire la presenza di zone instabili e/o, attraverso lo studio di notizie storiche, l’accadimento di fenomeni in occasione di eventi sismici passati. • Zone di Suscettibilità (ZS) nel livello MS3a: sono zone nelle quali, a seguito di una raccolta dati specifica per l’instabilità in esame e l’applicazione di metodi di analisi il più delle volte semplificati (per permettere un’applicazione dei risultati a un’area estesa), è possibile fornire una prima stima quantitativa della pericolosità ed effettuare uno screening delle zone instabili, per verificare quali hanno bisogno di studi specifici. • Zone di Rispetto (ZR) nel livello MS3b: sono zone nelle quali, a seguito di una raccolta dati molto specifica per l’instabilità in esame e l’applicazione di metodi di analisi avanzati (per analizzare dettagliatamente aree limitate e/o particolarmente importanti), è possibile quantificare la pericolosità. Fonti normative e riferimenti tecnici. La metodologia proposta nelle Linee Guida si basa sulle normative antisismiche e delle linee guida tecniche esistenti, in particolare le Norme Tecniche delle Costruzioni (NTC, 2008), le varie norme regionali e il documento “Aspetti geotecnici della progettazione in zona sismica” (AGI, 2005). Sia NTC (2008) che AGI (2005) prevedono analisi a più livelli di approfondimento: metodi pseudostatici, analisi dinamiche semplificate (valutazione degli spostamenti) e analisi dinamiche avanzate. Entrambi i riferimenti prevedono un adeguato piano di indagini al fine di eseguire le verifiche di sicurezza lungo le superfici di scorrimento (riconosciute o possibili) in numero sufficiente per l’individuazione della superficie critica di scorrimento alla quale corrisponde il grado di sicurezza più basso. Al fine di ottenere una corretta modellazione del pendio è necessario definire: 268 GNGTS 2014 S essione 2.2

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