GNGTS 2014 - Atti del 33° Convegno Nazionale
PERCEPIRE E RAPPRESENTARE IL RISCHIO SISMICO NELL’ANTROPOCENE. CONFRONTO TRA DUE CASI-STUDIO: MOTTAFOLLONE (CALABRIA) E MALTA F. De Pascale¹, M. Bernardo¹, F. Muto², S. D’Amico³, R. Zumbo 4 , P. Galea³, M. Agius³ ¹ Dipartimento di Lingue e Scienze dell’educazione, Università della Calabria, Cosenza ² Dipartimento di Biologia, Ecologia e Scienze della Terra, Università della Calabria, Cosenza ³ Physics Department, University of Malta, Msida, Malta 4 Freelancer Introduzione. La Terra, mite ed ospitale per diecimila anni, da circa due secoli è entrata nell’Antropocene, una nuova epoca geologica che si distingue per l’impatto dell’uomo sul clima e sull’ambiente. Secondo Sandro Calvani (2013), è certo che viviamo per la prima volta in un sistema planetario di relazioni tra umanità e natura in cui l’umanità controlla tutte le altre variabili ed è responsabile di tutte le conseguenze. Il genere umano è in grado per la prima volta di distruggere o salvare il suo futuro. Per questi motivi, da alcuni anni, in Italia, sta crescendo l’interesse per la Geoetica (Peppoloni e Di Capua, 2012) che si occupa delle implicazioni etiche, sociologiche e culturali delle Scienze della Terra, ampliando le prospettive e le aspettative delle Geoscienze ed evidenziando il ruolo fondamentale svolto dagli studi geologici e geografici nel trovare soluzioni ai problemi pratici della vita dell’uomo, compatibilmente con la preservazione della natura e del Pianeta. Infatti, l’uomo costituisce sempre parte attiva anche nei fenomeni catastrofici in quanto può fungere da amplificatore del danno e delle dinamiche naturali. D’altra parte, per quanto tali fenomeni risultino solo parzialmente prevedibili, comunque si può intervenire sui parametri del rischio dipendenti dall’antropizzazione quali la vulnerabilità e valore esposto che segnano il discrimine tra evento e calamità. Attraverso l’informazione e la conoscenza del rischio è, quindi, possibile contenere al minimo i danni, affinando le tecniche di previsione e prevenzione. Nell’ambito di ricerca che riguarda la percezione dei rischi naturali, si collocano storicamente gli studi di tipo geografico orientati all’approfondimento degli elementi di natura descrittiva e all’analisi del comportamento sociale di fronte al verificarsi di rischi naturali generati da fonti assunte date ed esogene (Gatto e Saitta, 2009). In tale contesto, è stato somministrato un questionario agli studenti della secondaria di primo grado di Mottafollone, in provincia di Cosenza, nell’area del Pollino, che costituisce un’area sismicamente attiva, e nell’isola di Malta, che costituisce, invece, un’area di bassa-moderata pericolosità sismica in cui la consapevolezza del rischio sismico non è culturalmente solida. Le isole maltesi hanno, tuttavia, risentito storicamente di una serie di terremoti, i cui epicentri furono in Sicilia orientale, nel Canale di Sicilia o nell’Arco Ellenico. Alcuni di questi terremoti hanno prodotto notevoli danni. Una sequenza di migliaia di piccoli e moderati terremoti si è verificata nella primavera del 2010 nell’area del Pollino. Il terremoto più forte (ML 5.0 secondo l’Italian Seismological Instrumental and parametric Database [ISIDE], http://iside.rm.ingv.it) è stato registrato il 26 ottobre 2012 e il danno prodotto nell’area dell’epicentro fu corrispondente ad un’intensità massima di 6 sull’European Macroseismic Scale 1998 (EMS-98) nelle località di Mormanno, Campotenese e Piano Incoronata. A causa di questo terremoto, migliaia di persone sono state evacuate dalle loro case ed interventi di emergenza sono stati effettuati dalle istituzioni competenti. Questi terremoti hanno ulteriormente stimolato l’attenzione e gli sforzi degli operatori civili della difesa e dei ricercatori verso questa particolare crisi sismica. Nelle isole maltesi sono avvenuti diversi terremoti nel passato e pochi, tuttavia, hanno causato danni. Nella storia recente un terremoto di magnitudo 4.1 ha colpito Malta domenica 24 aprile 2011 13:02 GMT ed un altro, di magnitudo 4.1, si è verificato a pochi chilometri a sud dell’arcipelago il 21 maggio 2014 alle ore 04:13 GMT. Entrambi gli eventi possono essere considerati parti di sciami sismici che hanno prodotto diverse scosse avvertite dalla popolazione dell’isola. Metodologia. Il presente lavoro analizza i risultati relativi a sessantuno questionari compilati dagli studenti della scuola secondaria di primo grado dell’isola di Malta e di Mottafollone, 366 GNGTS 2014 S essione 2.3
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