GNGTS 2016 - Atti del 35° Convegno Nazionale

GNGTS 2016 S essione 2.1 313 I dati acquisiti in continuo dalla centralina vengono validati mediante procedure manuali di calibrazione per evidenziare eventuali guasti e/o derive strumentali. I parametri chimico-fisici (T, pH, CE) vengono misurati con strumentazione portatile di alta precisione, mentre la CO 2 viene calibrata con standard a concentrazione nota. Durante le operazioni di calibrazione vengono raccolte aliquote di acqua per l’analisi in situ dei bicarbonati ed in laboratorio dei costituenti principali (Na, K, Ca, Mg, Cl, SO 4 , SiO 2 , F, B). Determinazioni isotopiche di d 18 O, dD, d 13 C, d 34 S, TU vengono effettuate saltuariamente per avere informazioni aggiuntive sui tempi di residenza delle acque all’interno nell’acquifero, sulle aree di alimentazione dei circuiti profondi, oppure sull’origine dei solfati e della CO 2 disciolta nelle acque. I dati ottenuti attraverso il monitoraggio discreto (parametri chimico-fisici e costituenti maggiori e minori delle acque) sono elaborati con programmi di speciazione con la finalità di verificare per via numerica i valori di CO 2 disciolta misurati dalla stazione. Funzionamento della centralina per la misura del radon. La centralina radiometrica (Fig. 3) permette la raccolta periodica di un campione di acqua profonda, la misurazione della sua concentrazione di radon e la trasmissione dei risultati alla stazione di raccolta ed elaborazione. La misura del radon in acqua viene effettuata mediante spettrometria gamma con rivelatore a scintillazione, un metodo di analisi che consente la determinazione qualitativa e quantitativa di nuclidi radioattivi gamma-emittenti in un campione. In particolare tramite il conteggio dei raggi γ emessi dai figli del radon è possibile risalire alla concentrazione di tale gas nell’acqua campionata. Ogni 6 ore la centralina, per mezzo di una pompa, effettua in automatico un prelievo del campione di acqua, ne misura la concentrazione di radon e trasmette i dati della misura spettrometrica al computer di acquisizione, che gestisce in automatico l’intero ciclo di misura. Tramite il conteggio dei raggi gamma emessi dai figli radioattivi del radon è possibile risalire alla concentrazione di tale gas nell’acqua prelevata. Successivamente, il dato che esprime la concentrazione di radon in acqua viene registrato e inviato per mezzo di una connessione internet ad un server in remoto, dove può essere reso disponibile agli uffici preposti della Regione Toscana e/o della Protezione Civile, con possibilità di evidenziare eventuali anomalie rispetto ai valori normali. La soluzione adottata di inviare i dati raccolti dalla centralina tramite rete dati con operatore di telefonia mobile è dovuta al posizionamento della stessa in luoghi dotati di corrente elettrica ma dove può essere problematico avere disponibilità di connettività di qualunque tipo. Una caratteristica aggiuntiva è il basso consumo di potenza, molto utile nel caso di eventuali temporanei blackout, quando tutta la centralina deve funzionare con la batteria ausiliaria (gruppo di continuità). Tutto il dispositivo è collocato all’interno di un contenitore termostatato per evitare che durante il periodo invernale si possa avere un congelamento dell’acqua, con alimentazione elettrica da rete. Conclusioni. Grazie alle condizioni geologico-strutturali che concorrono a favorire la risalita di gas e acque profondi (Irwin e Barnes, 1980) e grazie alla presenza di un grande serbatoio carbonatico profondo, la sorgente di Gallicano rappresenta un laboratorio naturale in cui studiare gli andamenti di CO 2 e radon come traccianti efficaci della possibile risalita di fluidi profondi nelle fasi preparatorie degli eventi sismici. Fig. 3 – Centralina radiometrica.

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