GNGTS 2016 - Atti del 35° Convegno Nazionale
GNGTS 2016 S essione 2.2 341 • aree in frana (FR); • aree potenzialmente franose (APF); • aree di evoluzione del fenomeno franoso (AE). L’obiettivo viene perseguito utilizzando elementi informativi minimi, quali segnalazioni di instabilità dei pendii in eventi sismici passati, la consultazione di inventari di fenomeni franosi (PAI, IFFI, studi regionali, studi di dettaglio per piani urbanistici, ecc.). Alcuni di questi elementi, che attengono alle caratteristiche del sottosuolo, devono essere raccolti dando priorità alle aree già preventivamente segnalate nella Carta Geologico Tecnica per la Microzonazione Sismica (CGT_MS) che, descrivendo le caratteristiche geologico tecniche dei litotipi e l’assetto geomorfologico dell’area d’interesse, ha un ruolo fondamentale per l’individuazione della presenza, o meno, delle condizioni locali predisponenti l’instabilità di versante. Le ZA FR nella Carta delle MOPS saranno composte dall’unione di: - aree già definite franose e potenzialmente franose in inventari (FR) - aree potenzialmente franose (APF) - le aree di evoluzione del fenomeno (AE) riportate in altri elaborati e nella CGT_MS. Nel caso delle frane sismoindotte che coinvolgono ammassi rocciosi fratturati, l’analisi si basa sulla stima e sulla conseguente delimitazione dell’area di accumulo di frana, a sua volta connessa con le massime distanze percorse dai blocchi di roccia soggetti a crollo. Carta di MS - livello 3 (ZS FR - Zone di Suscettibilità per l’instabilità di versante). Le frane attive e le frane attivabili in caso di evento sismico costituiscono le ZS FR . Per queste frane, in questa fase di valutazione, non è però calcolato lo spostamento in caso di attivazione: per ovviare a questa mancanza di informazione si definisce un buffer intorno all’area in frana che rappresenta una sorta di spostamento massimo ipotizzabile. Le ZS FR saranno pertanto costituite dalle aree in frana attive o attivabili con la forzante sismica più il buffer. Il calcolo degli spostamenti con metodologie dinamiche (fase successiva dell’identificazione delle ZS FR ) permetterà di ridurre l’area definita dal buffer. L’individuazione delle ZS FR permette di operare una prima selezione ( screening ) tra le zone identificate come ZA FR nel livello 1, riducendo il numero di quelle di interesse in caso di terremoto. Lo scopo della procedura di screening , infatti, è quello di filtrare le aree che hanno bassissimo o nessun potenziale di sviluppo di frane sismoindotte. La metodologia di screening adottata per la definizione delle ZS FR distingue, ancora, le frane in terra dalle frane di crollo. La metodologia per le frane in terra si basa sul rapporto di due coefficienti legati a un’accelerazione critica (a c ) e all’accelerazione massima in superficie (a max ). La metodologia per le frane di crollo è invece basata su elementi geologici rilevati in Tab. 1 – Livelli, carte e corrispondenti tipi di zone di instabilità di versante. Livello Carta Zone di instabilità Elementi Analisi e metodi di MS di versante informativi 1 MOPS Zone di Attenzione Minimi – (ZA FR ) Dati pregressi 2 MS Zone di Attenzione – Non si effettuano studi (ZA FR ) sulle instabilità di versante 3 MS Zone di Suscettibilità Specifici Semplificate (sensu AGI, 2005) (ZS FR ) Metodi pseudostatici per frane in terra Metodi semplificati per definire la suscettibilità e la runout distance per frane di crollo 3 MS Zone di Rispetto Specifici Dinamiche semplificate (ZR FR ) o avanzate (sensu AGI, 2005). Metodi degli spostamenti e calcolo runout distance
Made with FlippingBook
RkJQdWJsaXNoZXIy MjQ4NzI=