GNGTS 2016 - Atti del 35° Convegno Nazionale

344 GNGTS 2016 S essione 2.2 I terreni di copertura sono costituiti da depositi di versante, coltri eluvio-colluviali e depositi alluvionali. I depositi più antichi sono rappresentati da accumuli caotici di materiale prevalentemente carbonatico ghiaioso-sabbioso, a spigoli vivi o scarsamente arrotondati, in matrice sabbioso-limosa di colore rossastro, con intercalati livelli metrici di brecce carbonatiche localmente cementate, e contenenti blocchi di natura carbonatica da centimetrici a decimetrici, con rari blocchi metrici (MTIa in Fig. 1). Dal piede di questi depositi di versante si sviluppa la paleofrana sui cui sono ubicati i due abitati, costituita da accumuli caotici con elementi calcarei da centimetrici a plurimetrici immersi in una matrice sabbioso–limosa prevalente (MTIa1 in Fig. 1). Alla base del versante in sinistra orografica, i depositi della paleofrana sono modellati dal bordo interno di depositi alluvionali terrazzati (MUSbn in Fig. 1), di natura prevalentemente sabbioso-limosa con rari ciottoli scarsamente arrotondati, che si sviluppano lungo il corso d’acqua principale. Lungo i fianchi della valle si riconoscono inoltre vasti tratti di coltri eluvio- colluviali (MUSb2 in Fig. 1), costituite da depositi prevalentemente limoso-argillosi con sabbia e clasti sparsi di dimensioni comprese tra il granulo e il ciottolo, con spessori superiori ai 3 m. A est di Piedilama si riconosce l’appoggio della coltre colluviale su depositi alluvionali di fondovalle con clasti di dimensioni centimetrico-decimetrici. Infine, sono stati riconosciuti depositi di frana senza indizi di evoluzione (MUSa1q in Fig. 1), costituiti da accumuli caotici di elementi poco arrotondati di arenarie e peliti, immersi in una matrice sabbioso-limosa. Fig. 1 – Carta geologica dell’area di Pretare-Piedilama realizzata a seguito di un rilievo alla scala 1:5.000. Per la descrizione dei litotipi vedi testo.

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