GNGTS 2016 - Atti del 35° Convegno Nazionale

346 GNGTS 2016 S essione 2.2 I siti oggetto delle misure di rumore ambientale sono stati scelti, compatibilmente con l’accessibilità dei luoghi, in maniera da garantire una copertura dell’area quanto più omogenea possibile. Il rumore ambientale è stato campionato con una frequenza di 128 Hz, per una durata di 20minuti, utilizzando sei velocimetri a 3 componenti (Tromino). Lamisura ottenuta ad ogni sito è stata elaborata con la tecnica HVSR, suddividendo il segnale in finestre temporali di 20 secondi. Per ciascuna finestra, dopo aver calcolato la FFT applicando uno  smoothing  triangolare del 10%, è stato determinato il rapporto tra la componente orizzontale e verticale. Successivamente, tramite un’analisi della stabilità temporale dell’HVSR, sono state rimosse dalla media delle finestre quelle contenenti transienti o disturbi (e.g. in Fig. 3). Fig. 3 – A) Esempi di indagini HVSR effettuate nell’area investigata; B) Esempio di curva di dispersione delle onde superficiali ottenuta tramite tecnica MASW e relativo profilo di velocità ricavato mediante processo di inversione. Queste indagini hanno consentito di individuare le frequenze fondamentali dei principali litotipi affioranti al di sotto degli abitati di Pretare e Piedilama. Le indagini HVSR hanno permesso di identificare, all’interno della valle, un picco di frequenza variabile tra 3.5 e 3.8 Hz riconducibile molto probabilmente al contrasto di velocità presente tra il substrato flyscioide ed il sovrastante corpo di frana. I rapporti spettrali hanno altresì messo in evidenza anche altre frequenze di vibrazione (> 4.0 Hz), le quali potrebbero essere attribuibili, per la sua estrema eterogeneità, a discontinuità all’interno del corpo di frana (es. grossi blocchi) L’ubicazione delle 4 MASW è stata determinata al fine di avere una conoscenza preliminare delle velocità di propagazione delle onde sismiche di taglio nelle principali unità litologiche con le quali comporre il modello di sottosuolo. Due di esse sono state eseguite sul corpo della paleofrana (MTIa1), in corrispondenza delle frazioni di Pretare e Piedilama, una è stata misurata sulle successioni flyscioidi (LAG4e), interpretate quale  bedrock  sismico dell’area di studio, e una sui depositi colluviali (MUSb2) a NE dell’abitato di Pretare.

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