GNGTS 2016 - Atti del 35° Convegno Nazionale
GNGTS 2016 S essione 2.2 347 Per tali indagini è stato utilizzato un sismografo a 25 canali Soilspy Rosina, attrezzato con geofoni verticali con frequenza propria 4.5 Hz. Gli stendimenti, di 18 canali, con distanza intergeofonica 4 m hanno coperto una lunghezza di 72 m. I punti di battuta sono stati ubicati a 5 metri dagli estremi dello stendimento, utilizzando come sorgente una mazza di 8 kg. Utilizzando il medesimo stendimento delle MASW sono stati inoltre registrati 20 minuti di noise ambientale elaborati con la tecnica REMI. I valori di velocità delle V S, ottenuti tramite l’esecuzione di indagini MASW e ReMi, possono essere correlati alle tre principali litologie. La prima è rappresentata dal substrato flyscioide caratterizzato da V S superiori ai 600-700 m/s; la seconda è riconducibile ai depositi della paleofrana con velocità delle onde S tra 300-400 m/s; la terza è infine attribuibile ai depositi colluviali, con V S tra i 250-300 m/s. Mettendo insieme i dati di frequenza ottenuti dall’indagine HVSR e di velocità delle onde S, applicando la formula empirica F 0 =V S /4H, dove F 0 è la frequenza fondamentale stimata tramite HVSR e H lo spessore dei sedimenti soffici sovrastanti il bedrock , si può considerare uno spessore massimo della paleofrana, al di sotto degli abitati di Pretare e Piedilama variabile tra 20 e 25 metri. Infine, a NE dell’abitato di Pretare è stata effettuata anche una tomografia sismica attraverso la traccia sepolta della faglia rilevata nell’area. A tal fine sono stati utilizzati tutti i 25 canali del sismografo per una lunghezza dello stendimento di 100 m. I punti battuta, per un totale di 9, sono stati posizionati a -10 m, -5 m, 0 m, 25 m, 50 m, 75 m, 100 m, 105 m e 110 m dal primo geofono. L’elaborazione tomografica effettuata mediante software SeisOpt@2D si è rivelata utile a confermare la presenza della faglia con chiara dislocazione degli elementi topografici in sinistra orografica del Fosso di Morricone (v. anche Catalano et al. , questo volume). Conclusioni. Le indagini geologiche e geofisiche condotte nelle frazioni di Piedilama e Pretare del comune di Arquata del Tronto evidenziano aree suscettibili di amplificazione del moto sismico, determinate dal contrasto di impedenza tra i potenti accumuli di paleofrana ed il substrato geologico di natura flyscioide. In questo quadro generale, nella realizzazione degli studi di microzonazione di III livello dovranno essere valutati gli effetti della presenza di grossi blocchi calcarei all’interno dei depositi caotici della paleo frana e la variabilità delle caratteristiche litotecniche del substrato geologico, connessa alla presenza nel sottosuolo dei due abitati, di potenti bancate arenacee all’interno di una successione di natura pelitico-arenacea a giacitura subverticale. Bibliografia Cantalamessa G., Centamore E., Chiocchini U., Di Lorito L., Leonelli M., Micarelli A., Pesaresi A., Potetti M., Taddei L. and VENANZINI D.; 1980: Analisi tettonico-sedimentaria dei «bacini minori» torbiditici del Miocene medio- superiore nell’Appennino umbro-marchigiano e laziale-abruzzese: 9) Il bacino della Laga tra il F. Fiastrone-T. Fiastrella ed il T. Fluvione . Studi Geol. Camerti, 6, 81-133. Gruppo di lavoro MS; 2008: Indirizzi e Criteri per la Microzonazione Sismica . Conferenza delle Regioni e delle Province autonome – Dipartimento della Protezione Civile, Roma, 3° Vol. e DVD. Gruppo di lavoro MS; 2015: Microzonazione Sismica. Standard di rappresentazione e archiviazione informatica . versione 4.0b. Ricci Lucchi F.; 1975: Miocene paleogeography and basin analysis in Periadriatic Apennines . Reprinted from Geology of Italy. P.E.S.L., Tripoli. Ricci Lucchi F.; 1978: Sedimentologia – Parte III . CLUEB Editrice, Bologna. Pierantoni P., DeianaG. andGaldenzi S.; 2013: Stratigraphic and structural features of the SibilliniMountains (Umbria- Marche Apennines, Italy) . Ital. J. Geosci. (Boll. Soc. Geol. It.), 132 (3), 497-520. doi: 10.3301/IJG.2013.08.
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