GNGTS 2019 - Atti del 38° Convegno Nazionale
648 GNGTS 2019 S essione 3.2 e degli habitat naturali, nonché della flora e della fauna selvatica. La morfologia dell’area è intensamente rimodellata da forme e depositi glaciali e periglaciali. In particolare, l’area sub- pianeggiante e priva di vegetazione del plateau è ricoperta integralmente da forme periglaciali, costituite da coltri pietrose di spessore variabile (da ~10 cm ad oltre 1 m). Nel 2017, in occasione di scavi per la realizzazione di un nuovo impianto a fune, l’area è stata delimitata ed esclusa dalle operazioni di cantiere, in modo da preservarne le caratteristiche geo-pedologiche. L’Università di Torino (DISAFA e DST) ha quindi effettuato delle indagini sulle forme periglaciali e sui suoli presenti in tale porzione del plateau. L’indagine pedologica ha rivelato, inaspettatamente, al di sotto della coltre pietrosa, la presenza di suoli molto ben sviluppati, profondi e caratterizzati da stock di carbonio paragonabili a quelli dei suoli forestali, in contrasto quindi con le attuali condizioni ambientali e di copertura vegetale. L’apertura di ulteriori trincee lungo la linea di progetto dell’impianto, ha permesso inoltre di individuare altri suoli con caratteristiche simili, suggerendone quindi una distribuzione tutt’altro che sporadica. Tuttavia, le indagini dirette finora svolte non hanno permesso di valutarne l’effettiva distribuzione. Inoltre, in aree in cui questi suoli mostrano relazioni intricate con i materiali sottostanti e soprastanti, la topografia è irregolare e le proprietà dei materiali indagati sono presumibilmente non omogenee o anisotrope, eventuali indagini geognostiche puntuali potrebbero risultare insufficienti o inefficaci per mapparne lo spessore e la continuità laterale. Nello stesso contesto, indagini geofisiche non invasive potrebbero invece aiutare a identificare la presenza dei suoli, stimarne la profondità al di sotto dei materiali di copertura e il relativo spessore e tracciare la loro distribuzione areale, preservando al contempo le condizioni naturali del sito. Prerequisito fondamentale per la riuscita delle indagini geofisiche è la presenza di un contrasto di proprietà fisico-meccaniche significativo tra il suolo indagato e il materiale circostante e una risoluzione dei dati sufficiente a identificarne la presenza e continuità a fronte del contenuto spessore decimetrico rinvenuto nei sondaggi esplorativi. Un contrasto in proprietà elettriche è verosimilmente atteso tra i suoli (materiali sciolti, porosi e predisposti a trattenere acqua d’infiltrazione e umidità, talvolta ricchi in materia organica) e i depositi glaciali grossolani o il substrato roccioso. Lo stesso contrasto in proprietà fisiche e meccaniche, insieme a differenze strutturali e tessiturali, potrebbe essere visualizzato in profili georadar (GPR). Alla luce di queste considerazioni, sono qui presentati i risultati preliminari di una prima campagna di indagini geofisiche (geoelettriche e GPR) effettuate sul plateau nel settembre 2019. Indagini geofisiche. Le indagini geofisiche sono state acquisite su un’area di circa 3000 m 2 che è stata indagata, nei settori di non affioramento del substrato roccioso e logisticamente accessibili, con 6 tomografie elettriche (ERT) e 18 profili GPR (Fig. 1b). Le tomografie elettriche sono state acquisite lungo stendimenti lineari a 48 elettrodi, 5 dei quali aventi spaziatura tra gli elettrodi di 0.30 m, per una lunghezza totale di 14.1 m di stendimento. Questa configurazione è stata scelta per massimizzare la risoluzione d’indagine e poter individuare e tracciare lateralmente la possibile presenza di suoli di spessore contenuto a bassa profondità, immediatamente al di sotto della coltre pietrosa di origine periglaciale. Un profilo più lungo (ERT 3, Fig. 1b) è stato acquisito con spaziatura tra gli elettrodi pari a 2 m, per una lunghezza totale di 94 m di stendimento, con lo scopo di ottenere una caratterizzazione più estesa e profonda, a scapito della risoluzione, del substrato roccioso del plateau. Lungo i profili corti, sono stati testati elettrodi con diametro (12 mm vs. 5 mm) e lunghezza differente, per assicurare condizioni puntiformi per l’immissione di corrente e la misura dei potenziali. Gli estremi di ogni linea sono stati georeferenziati con un GPS Garmin 60. La sequenza di acquisizione impiegata include 870 misure con quadripoli Wenner-Schlumberger per ogni linea. Un georesistivimetro multicanale (Syscal Pro - Iris Instruments) è stato impiegato per le misure. Per ogni quadripolo, le misure sono state ripetute tra 5 e 10 volte, in modo da ottenere una deviazione standard del valore di resistività apparente associato inferiore al 5%. I dati grezzi sono stati filtrati sulla base dei valori di deviazione standard associati e invertiti con il software Res2DInv. Le sezioni di resistività elettrica risultanti sono state trasformate in sezioni di gradente totale, al fine di
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