GNGTS 2019 - Atti del 38° Convegno Nazionale

656 GNGTS 2019 S essione 3.2 INDAGINI GEOFISICHE PER L’ESPLORAZIONE DI TUMULI FUNERARI - L’ESEMPIO DEL TOBIOTSUKA KOFUN C. Comina 1 , P. Sotiropoulos 2 , S. Maroulakis 2 , D. Vacha 1 , G. Mandrone 1 , N. Masturzo 3 , N. Matsumoto 4 , A. Seike 4 1 Dipartimento di Scienze della Terra, Università degli studi di Torino, Torino, Italy 2 Terramarine, Athens, Greece 3 Dipartimento di Studi Storici, Università degli studi di Torino, Torino, Italy 4 Department of Archaeology, Okayama University, Japan Introduzione. I tumuli funerari sono colline in terra, erette parzialmente o totalmente in maniera artificiale, che ricoprono una tomba, solitamente sotto forma di camera funeraria in pietra. Indagare la struttura interna dei tumuli funerari e la posizione della camera funeraria all’interno del tumulo sono obiettivi archeologici molto interessanti: oltre al significato archeologico della tomba stessa, i tumuli sono, di per sé, monumenti dell’attività umana passata e offrono l’opportunità di ricostruire importanti informazioni sulla vita e i costumi durante il periodo di costruzione. La distribuzione spaziale e temporale di tali tumuli funerari è molto ampia. Essi sono reperibili in diverse parti del mondo (Europa, Americhe ed Asia) e sono stati costruiti in diversi periodi archeologicamente interessanti, a partire dal neolitico e fino al medioevo (Tsourlos et al. , 2014). L’antico Giappone è in particolare caratterizzato da un elevato numero di tumuli, noti come “Kofuns”. Questo termine dà anche il nome a uno specifico periodo della storia giapponese: Periodo Kofun (dal III al VII secolo d.C.). La forma e le dimensioni di questi tumuli mostrano variazioni significative nel tempo, che sono state correlate con la gerarchia sociale e le relazioni politiche dell’antico Giappone (Tsude, 1987). Le forme più comuni nel tardo periodo Kofun sono i tumuli arrotondati, che hanno solitamente un diametro di circa 15-20 m, ed includono una camera funeraria in pietra con corridoio di ingresso. La maggior parte di questi tumuli più tardi non è ancora stata indagata o esaminata e quindi il significato archeologico e sociale di queste costruzioni tarde non è stato ancora completamente compreso. L’uso di tecniche geofisiche per l’esplorazione non invasiva dei tumuli funerari può quindi avere diverse potenziali applicazioni, sia in termini di distribuzione geografica (in Giappone e nel mondo) che di periodo archeologico indagato. L’efficacia delle indagini geofisiche dipende tuttavia fortemente dalla topografia del tumulo, dal suo stato di vegetazione, dal materiale di costruzione utilizzato e dal contrasto tra questa e l’eventuale camera funeraria. In questa nota sono riportati i risultati delle indagini geofisiche (tramite GPR ed ERT) eseguite sopra e all’interno di un tumulo funerario del tardo periodo Kofun, il Tobiotsuka Kofun nella prefettura di Okayama. Entrambe le indagini GPR ed ERT sono state eseguite nell’ambito di un progetto di ricerca UE (BE-ARCHAEO) che prevede, in una sua fase successiva, scavi archeologici dedicati, anche sulla base dei risultati delle prove geofisiche. Metodi. I metodi geofisici scelti per l’indagine (GPR ed ERT) sono tra i più utilizzati per l’esplorazione dei tumuli funerari con diversi esempi di positive applicazioni di queste metodologie reperibili in letteratura (ad esempio Zhao et al. , 2015; Papadopoulos et al. , 2010; Tonkov et al. , 2006; Pipan et al. , 2001). L’indagine GPR è stata condotta sia all’interno della camera funeraria, accessibile tramite un accesso ristretto sulla parete est del tumulo, sia al di sopra del tumulo stesso. L’indagine esterna è stata difficoltosa a causa della significativa vegetazione (alberi ed arbusti) che ricopriva il tumulo e che ha reso impervio il trascinamento, e corretto posizionamento, dell’antenna radar. All’interno della camera sono invece stati acquisiti con successo diversi profili paralleli sia sulle pareti della camera stessa che sul suo pavimento, con l’obiettivo di definire le caratteristiche della camera funeraria ed evidenziare eventuali anomalie nella sua pavimentazione. Per l’acquisizione dei dati si è impiegato un sistema Malå Groundexplorer con antenna da 450 MHz. I dati acquisiti sono stati interpretati con GPR-Slice sia in termini di singoli radargrammi che per la compilazione di volumi vettoriali 3D.

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