GNGTS 2021 - Atti del 39° Convegno Nazionale
143 GNGTS 2021 S essione 1.3 tante, e la scienza moderna non avrebbe potuto porre come buone approssimazioni il principio di inerzia, il concetto di campo conservativo, e neanche creare il concetto di velocità di fuga, … ecc. Le Scienze della Terra non sono sufficienti a risolvere univocamente il problema. Un soccorso dall’astrofisica Per fissare il valore di r , chiediamo aiuto all’astrofisica e ipotizziamo che il termine idrodinami- co dissipativo dipendente dalla velocità f = ρq sia responsabile del fenomeno dello spostamento verso il rosso z=(ν 0 - ν 1 )/ν 1 della radiazione elettromagnetica proveniente dai corpi celesti che dà luogo alla legge di Hubble . Nella nostra ipotesi la variazione di frequenza e di energia E di ogni fotone emesso con frequenza 0 e ricevuto con 1 prossimazioni il principio di inerzia, il concetto di campo conservativo, e velocità di fuga, … ecc. Le Scienze della Terra non sono sufficienti a risolvere OFISICA chiediamo aiuto all’astrofisica e ipotizziamo che il termine idrodinamico velocità f = ρq v sia responsabile del fenomeno dello spostamento verso il diazione elettromagnetica proveniente dai corpi celesti che dà luogo alla ella nostra ipotesi la variazione di frequenza di energia E di ogni fotone cevuto c n ❑ 1 E = h ( ❑ 0 − ❑ 1 ) (1) dal termine f sul moto di un pozzo di portata q (il fotone) sulla distanza D ittente dall’osservatore: L = E = f D = ρq v D . (2) ituisce il fotone è la velocità della luce c. Si può così scrivere: c ; dalla quale si ottiene: ρq = E D c . (3) ò ottenersi dalla forza idrodinamica f I (uguale a quella newtoniana F ) tra ed un fotone di portata q forzato a orbitarvi intorno circolarmente a una ; dalla quale si ricava: ρq = F 4 R 2 Q BH . (4) ), note in esse tutte le altre quantità, possiamo conoscere la portata d’etere Q BH = F 4 R 2 E D c . (5) bitale circolare per masse trascurabili rispetto a quella centrale vale v 0 = √ G M r , el black hole che fa orbitare intorno a sé il fotone a velocità v 0 = c ad una (1) è il risultato del lavoro L fatto dal termine f sul moto di un pozzo di portata q (il fotone) sulla di- stanza D che separa il corpo celeste emittente dall’osservatore: . TROFISICA , chiediamo aiuto all’astrofisica e ipotizziamo che il termine idrodinamico lla velocità f = ρq v sia responsabile del fenomeno dello spostamento verso il radiazione elettromagnetica proveniente dai corpi celesti che dà luogo alla . Nella nostra ipotesi la variazione di frequenza e di energia E di ogni fotone e ricevut con ❑ 1 E = h ( ❑ 0 − ❑ 1 ) (1) atto dal termine f sul moto di un pozzo di portata q (il fotone) sulla distanza D emittente dall’osservatore: L = E = f D = ρq v D . (2) ostituisce il fotone è la velocità della luce c. Si può così scrivere: ρq c ; dalla quale si ottiene: ρq = E D c . (3) può ottenersi dalla forza idrodinamica f I (uguale a quella newtoniana F ) tra BH ed un fotone di portata q forzato a orbitarvi intorno circolarmente a una H q 2 ; dalla quale si ricava: ρq = F 4 R 2 Q BH . (4) (4), note in esse tutte le altre quantità, possiamo conoscere la portata d’etere Q BH = F 4 R 2 E D c . (5) orbitale circolare per masse trascurabili rispetto a quella centrale vale v 0 = √ G M r , a del black hole che fa orbitare intorno a sé il fotone a velocità v 0 = c ad una (2) La velocità del pozzo che costituisce il fotone è la velocità della luce c. Si può così scrivere: ORSO DALL’ASTROFISICA re il valore di , chiediamo aiuto all’astrofisica e ipotizziamo che il termine idrodinamico dipendente dalla velocità f = ρq v sia responsabile del fenomeno dello spostamento verso il - 1 )/ 1 della radiazione elettromagne ca proveniente dai corpi celesti che dà luogo alla bble z = H 0 D c . Nella nostra ipotesi la variazione di frequenza e di energia E di ogni fotone frequenza ❑ 0 e ricevuto c ❑ 1 E = h ( ❑ 0 − ❑ 1 ) (1) o del lavoro L fatto dal termine f sul moto di un pozzo di portata q (il fotone sulla distanza D il corpo celeste emittente dall’osservatore: L = E = f D = ρq v D . (2) del pozzo che costituisce il fotone è la velocità della luce c. Si può così scrivere: f = E D = ρq c ; dalla quale si ottiene: ρq = E D c . (3) a quantità ρq può ottenersi dalla forza idrodinamica f I (uguale a quella newtoniana F ) tra le di portata Q BH ed un fotone di portata q forzato a orbitarvi intorno circolarmente a una noi fissata R: F = f I = ρ 4 Q BH q R 2 ; dalla quale si ricava: ρq = F 4 R 2 Q BH . (4) ndo la (3) e la (4), note in esse tutte le altre quantità, possiamo conoscere la portata d’etere ro: Q BH = F 4 R 2 E D c . (5) che la velocità orbitale circolare per masse trascurabili rispetto a quella centrale vale v 0 = √ G M r , icavare la massa del black hole che fa orbitare intorno a sé il fotone a velocità v 0 = c ad una noi fissata R dalla qua e si otti ne: LL’ASTROFISICA di , chie amo aiuto all’ str fisic e ipot zziamo che il termine idrod amic te dalla velocità f = ρq v sia respons bile del fenomeno dello sp stamento verso il della radiazi ne elettromagne i proveniente dai corpi celesti che dà luogo alla H 0 D c . Nella nostra ipote i la variazione di frequenza e di energia E di ogni fotone ❑ 0 e ricevuto con ❑ 1 E = h ( ❑ 0 − ❑ 1 ) (1) ro L fatto dal termine f sul moto di un pozzo di portata q (il fotone) sulla distanz D este emitt nte dall’osserv tore: L = E = f D = ρq v D . (2) che costituisce il fotone è a velocità della luce c. Si p ò così scrivere: E D = ρq c ; dalla quale si ottien : ρq = E D c . (3) tà ρq può ottenersi dalla forza idrodin mica f I (ugu le a quella newtonia a F ) tr tata Q BH ed un fotone di portata q f z to a bitarvi intorno circ larmente una a R: ρ 4 Q BH q R 2 ; dalla quale si ricava: ρq = F 4 R 2 Q BH . (4) ) e la (4), note in esse utte le al re quantità, possiamo c noscere la portata d’etere Q BH = F 4 R 2 E D c . (5) locità orbitale circolare per m sse trascurabili rispetto a quella centra e vale v 0 = √ G M r , massa del black hole che fa orbitare intorno a sé il f tone a vel cità v 0 = c ad una a R (3) La medesima quantità ρq può ottenersi dalla forza idrodinamica f 1 (uguale a quella newtonia- na F ) tra un black hole d portata Q BH ed un fotone di portata q forzato a orbitarvi intorno circolar- mente a una distanza da noi fissata R : o z=( 0 - 1 )/ 1 della radiazio elettromagnetica proveniente dai corpi celesti che dà luogo alla e di Hubbl z = H 0 D c . Nella no tra ipote i la variazione i frequenza di energia E di ogni fotone sso con frequenza ❑ 0 e ricevuto con ❑ 1 E = h ( ❑ 0 − ❑ 1 ) (1) isultato del l voro L fatto dal termine sul moto di un pozzo di portata q (il fotone) sulla distanza D separa il corpo celeste emittente dall’osservatore: L = E = f D = ρq v D . (2) elocità del pozzo che costituisce il fotone è la velocità della luce c. Si può così scrivere: f = E D = ρq c ; dalla quale si ottiene: ρq = E D c . (3) edesima quantità ρq può ottenersi dalla forza idrodinamica f I (uguale a quella newtoniana F ) tra lack hole di portata Q BH ed un fotone di portata q forzato a orbitarvi intorno circolarmente a una nza da noi fissata R: F = f I = ρ 4 Q BH q R 2 ; dalla quale si ricava: ρq = F 4 R 2 Q BH . (4) ombinando la (3) e la (4), note in s e tutte le altre quantità, possiamo conoscere la portata d’etere uco nero: Q BH = F 4 R 2 E D c . (5) apendo che la velocità orbitale circolare per masse trascurabili rispetto a quella centrale vale v 0 = √ G M r , iamo ricavare la massa del black hole che fa orbitare intorno a sé il fotone a velocità v 0 = c ad una nza da noi fissata R alla qua e si ricava: 1 )/ 1 della radiazione elettr magne ica proveniente dai corpi celesti che dà luogo alla l z = H 0 D c . Nella n stra ipot i la va iazio e di frequ nza di n rgia E di ogni fotone quenza ❑ 0 e ricevuto con ❑ 1 E = h ( ❑ 0 − ❑ 1 ) (1) el lavoro L fatt dal termine f sul moto di un pozzo di portat q (il fo one) sulla distanz D orpo ce este emitt nt dall’osservatore: L = E = f D = ρq v . (2) l pozzo che c stituisce il fotone è a velocità della luce c. Si p ò così scrivere: f = E D = ρq c ; dalla quale si ottien : ρq = E D c . (3) quantità ρq può ottenersi dalla forza idrodinamica f I (ugu le a quella newtoniana F ) tr di portata Q BH ed un fotone di portata q f z to a bitarvi intorno circ larmente una i f sata R: = f I = ρ 4 Q BH q R 2 ; dalla quale si ricav : ρq = F 4 R 2 Q BH . (4) o la (3) e la (4), note in s e utte le al re quantità, possiamo c noscere la portata d’etere Q BH = F 4 R 2 E D c . (5) e la velocità orbitale circol re per m sse trascurabili rispetto a quella centra e vale v 0 = √ G M r , vare la massa del black hole che fa orbitare intorno a sé il f tone a vel cità v 0 = c ad una i fissata R (4) Combinando la (3) e la (4), note in esse tutte le altre quantità, possiamo conoscere la portata d’etere del buco ne : ella nostra ipotesi la variazione di frequenza e di energia E di ogni fotone icevuto con ❑ 1 E = h ( ❑ 0 − ❑ 1 ) (1) o dal termine f sul mot di un p zzo di portata q (il fotone) sulla distanza D ittente dall’osservatore: L = E = f D = ρq v D . (2) tituisce il f tone è la velocità d lla luce c. Si può così scrivere: q c ; dalla quale si ottiene: ρq = E D c . (3) ò ottenersi dalla forza idrodinamica f I (ugual a quella newtoniana F ) tra ed un fotone di portata q f rzat a orbitarvi i torno circolarmente a una ; dalla quale si ricava: ρq = F 4 R 2 Q BH . (4) ), note in esse tutte le altre quantità, possiamo conoscere la portata d’etere Q BH = F 4 R 2 E Dc . (5) bitale circolare per masse trascurabili rispetto a quella centrale vale v 0 = √ G M r , del black hole che fa orbitare intorno a sé il fotone a velocità v 0 = c ad una (5) Sapendo che la velocità o bital circolare per masse trascurabili rispe o a qu lla centrale vale (1) one) sulla distanza D (2) vere: (3) la newtoniana F ) tra circolar ente a una (4) re la portata d’etere (5) centrale vale v 0 = √ G M r , elocità v 0 = c ad una (6) possiamo ricavare la massa del black hole che fa orbitare intorno a sé il fotone a velocità v 0 =c ad una distanza da noi fissata R M BH = c 2 R G ; F = G M BH m R 2 = G M BH h R 2 c 2 = h R . legge di Hubble z = H 0 D c ricaviamo il rapporto costante tra Q BH e M BH : F 4 R E c D = 4 G h R R h c z·c H 0 = 4 G H 0 = l = ¿ 3.6 · 10 8 m 3 /(kg·s) (8) i “trasferimento” dal mondo fenomenologico delle masse a quello idrodinamico reale . vare il valore di ρ . Partendo da: F = G M BH m R 2 = G M BH h R 2 c 2 = h R . aviamo il rapporto costante tra Q BH e M BH : G H 0 = l = ¿ 3.6 · 10 8 m 3 /(kg·s) (8) enomenologico delle asse a quello idr d namico re le da: (7) Dalle (5), (7) e dalla legge di Hubble M BH = c 2 R G ; F = G M BH m R 2 = G M BH h R 2 c 2 (7) Dalle (5), (7) e dall legge di Hubble z = H 0 D c ricaviamo il rapporto costante tra Q BH e M BH : Q BH M BH = G F 4 R E c D = 4 G h R R h c z·c H 0 = 4 G H 0 = l = ¿ 3.6 · 10 8 m 3 /(kg·s) (8 con l una costante di “trasferimento” dal mondo fenomenologico delle masse a quello idrodinamic delle portate d’etere. Ora possiamo ricavare il valore di ρ . Partendo da: Q BH q Q BH 4 G h k icaviamo il rapporto c stante tra Q BH e M BH : M BH = c 2 R G ; F = G M BH m R 2 = G M BH h R 2 c 2 = h R . lle (5), (7) e dalla legge di Hubble z = H 0 D c ricaviamo il rapporto costante tra Q BH e M BH : Q BH M BH = G F 4 R E D = 4 G h R R h c z·c H 0 = 4 G H 0 = l = ¿ 3.6 · 10 8 m 3 /(kg·s) (8) l una costante di “trasferimento” dal mondo fenomenologico delle masse a quello idrodinamico reale lle portate d’etere. Ora possiamo ricavare il valore di ρ . Partendo da: Q BH M BH = q m , da cui q = Q BH M BH m = 4 G H 0 h c 2 = k c 2 (9) (8) con l un costante di “trasferimento” dal mondo fenomenologico delle masse a quello idrodina- mico reale delle portate d’etere. Ora possiamo ricavare il valore di ρ . Partendo da: M BH = c 2 R G ; F = G M BH m R 2 = G M BH h R 2 c 2 = h R . dalla legge di Hubble z = H 0 D c ricavi mo il rapporto costante tra Q BH e M BH : = G F 4 R E c D = 4 G h R R h c z·c H 0 = 4 G H 0 = l = ¿ 3.6 · 10 8 m 3 /(kg·s) (8) nte di “trasferimento” dal mondo fenomenologico delle masse a quello idrodinamico reale ’etere. o ricavare il valore di ρ . Partendo da: Q BH M BH = q m , da cui q = Q BH M BH m = 4 G H 0 h c 2 = k c 2 (9) (H 0 )= l·h. Dalla quale e dalla (7) si ha: da cui = c 2 R G ; F = G M BH m R 2 = G M BH h R 2 c 2 = h R . bble z = H 0 D c ricavi mo il r pporto costante tra Q BH e M BH : G h R R h c z·c H 0 4 G H 0 = l = ¿ 3.6 · 10 8 m 3 /(kg·s) (8) ento” dal mondo fen menologico d lle masse a quello idrodinamico reale re di ρ . Partend da: , da cui q = Q BH M BH m = 4 G H 0 h c 2 = k c 2 (9) ale e dalla (7) si ha: (9) con k=(4πGh)/(H 0 )= l·h . Dalla quale alla (7) si h :
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