GNGTS 2021 - Atti del 39° Convegno Nazionale
GNGTS 2021 S essione 1.3 146 mente e solo per il secondo si arrivò alla comprensione dei legami dinamici esistenti tra il campo elettrico e quello magnetico (Maxwell, nel suo Treatise del 1873; e poi tanti altri; fra i quali spicca Oliver Heaviside). Per il campo gravitazionale la stesura di equazioni simili a quelle di Maxwell si ebbe solo alla fine del secolo XIX° (Heaviside, 1893). Oggi è accettato generalizzare la gravitazione in un campo “gravitoelettromagnetico” (GEM), con equazioni analoghe a quelle (EM) di Maxwell (Tabella 1). Tabella 1 Equazioni di Maxwell ( EM ) Equazioni gravitoelettroma- gnetiche ( GEM ) Equazioni idrogravimagne- tiche ( IGM ) Inoltre può essere posta una analogia tra EM , GEM ed idrodinamica, riflettendo che ai campi elettrico e gravitazionale che decrescono come 1/r 2 allontanandosi da cariche e masse puntifor- mi, può essere messo in corrispondenza il campo materiale del fluido che sgorga da sorgenti o confluisce in pozzi puntiformi, la cui velocità di deflusso o flusso ha anche un andamento 1/r 2 per fluidi perfetti incompressibili. Si scrivono così equazioni simili a quelle EM e GEM anche per i campi materiali della idrodinamica ( IGM in Tabella 1). Il campo vettoriale v è quello della velocità del flusso verso o da pozzi e sorgenti e quello w è un ulteriore campo vettoriale associato a pro- prietà realmente esistenti punto per punto nello spazio. Il campo w è perpendicolare al campo v , ed un ideale cavo lungo il quale viaggi una corrente J di pozzi o sorgenti produce un campo w che avvolge il cavo; una lunga serie di spire di questo ideale cavo produce un dipolo di w , analogo al dipolo magnetico generato da spire di un conduttore percorso da corrente elettrica o a quello generato da una barretta magnetizzata. Ricordando che le contrazioni relativistiche delle lunghezze possono essere spiegate dalle proprietà di schiacciamento in direzione del moto dei campi in generale (Heaviside, 1888; Je- fimenko, 1994), e che le dilatazioni temporali si riportano a comuni fenomeni fisici (Bell, 1976; Selleri, 1993), nella descrizione del mondo che discende dalla espansione dei corpi celesti le teorie delle relatività non sono necessarie, e una trattazione lorentziana sarebbe sufficiente. Il sottilissimo fluido che costituisce un oceano universale è da considerarsi un riferimento medio. La presenza di questo fluido fa sì che i concetti di principio d’inerzia, campo conservativo, velocità di fuga, ecc., siano enunciati solo come buone approssimazioni di una realtà più complessa. Si potrebbe inoltre tentare di sviluppare una interpretazione idrodinamica del mondo quantistico (un esempio in Buffoni, 2013).
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