GNGTS 2021 - Atti del 39° Convegno Nazionale
167 GNGTS 2021 S essione 2.1 Il grado di connessione tra le pareti (Belliazzi et al. , 2021b) è uno dei parametri principali che incide sulla risposta strutturale ed in particolare sull’attivazione dei meccanismi locali nel piano. Tale parametro è variabile in funzione dell’epoca di costruzione, dell’evoluzione delle Normative Tecniche e dei relativi dettagli costruttivi da rispettare. Per tener conto di tale variabilità, si possono considerare diverse tipologie di modellazioni strutturali per analizzare l’evoluzione del grado di vincolo tra le pareti. Inoltre, la risposta strutturale è legata al numero di piani dell’edificio; in particolare, manufatti con un maggiore numero di piani esibiscono una miglior risposta strutturale per la presenza di spessori maggiori dei maschi murari ai piani bassi, a cui sono associate capacità strutturali maggiori. Un altro parametro che incide notevolmente sul comportamento strutturale degli edifici in muratura è l’epoca di costruzione, in quanto negli anni l’evoluzione delle Normative Tecniche e delle tecniche costruttive hanno permesso di migliorare sensibilmente la qualità della muratura ed i criteri di progettazione. Infatti, prima del ‘900 era prassi dimensionare gli elementi strutturali con formule empiriche e non con criteri meccanici di comprovata validità. Infine, l’onda da tsunami può provocare fenomeni di liquefazione in prossimità delle fondazioni tali da comprometterne la funzionalità e, dunque, innescando il crollo della struttura. Conclusioni Il presente studio ha evidenziato le principali criticità delle più diffuse tipologie edilizie residenziali sul territorio italiano per azioni indotte da tsunami. Nello specifico, gli edifici in muratura mostrano un’elevata vulnerabilità legata alla tipologia strutturale e alle carenze costruttive; infatti, la maggioranza delle strutture mostra segni di vetustà e carenze nei criteri di progettazione coerentemente con le norme o le tecniche realizzative dell’epoca. I principali danni sui maschi murari sono individuabili mediante l’analisi dei quadri fessurativi, da cui è possibile risalire alla tipologia di meccanismo di crisi attivato, se fuori o nel piano. I principali parametri che ne caratterizzano il comportamento strutturale risultano essere le caratteristiche geometriche degli elementi strutturali ed i parametri meccanici della muratura. Per quanto riguarda gli edifici in cemento armato, la maggiore fonte di vulnerabilità è legata alle componenti non strutturali, ovvero le tamponature, che a causa della elevata superficie di impatto attraggono una notevole azione idrostatica indotta dal flusso d’acqua durante l’inondazione. Significativi danni alle strutture possono anche essere attesi, nella forma di crisi a taglio dei pilastri esterni del piano terra o meccanismi di piano localizzati al primo livello dell’edificio. Gli edifici bassi sono più vulnerabili al danno strutturale rispetto a edifici medio-alti. Sviluppi futuri saranno volti ad approfondire ulteriormente la vulnerabilità di tali tipologie edilizie in relazione alle perdite economiche associate ai diversi meccanismi di danno evidenziati. Riconoscimenti Si ringrazia il Ministero dello Sviluppo Economico, Direzione generale per le infrastrutture e la sicurezza dei sistemi energetici e geominerari (MiSE- DGISSEG), con il supporto tecnico del Dipartimento della Protezione Civile (DPC), per aver finanziato il Progetto H&RA Lacinia.
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