GNGTS 2021 - Atti del 39° Convegno Nazionale
171 GNGTS 2021 S essione 2.1 Sulla base di questa raccolta di dati è stata fatta una selezione che comprende unicamente gli eventi di regime tettonico attivo crostale, ovvero sono stati esclusi quelli di subduzione nel Tirreno Meridionale e quelli vulcanici nelle aree dell’Etna, di Ischia, delle Eolie e dei Campi Flegrei. Sono stati considerati solo sensori installati al piano campagna e, preferibilmente, in condizioni di free-field . La massima distanza Joyner-Boore utilizzata per l’analisi con i modelli di attenuazione è stata fissata a 220 km, leggermente superiore rispetto alle distanze di validità della GMM utilizzata (200km). Dopo un controllo di qualità dei dati che ha portato all’esclusione di eventi poco campionati e registrazioni di cattiva qualità, il dataset finale si compone di 37,098 registrazioni relative a 1,863 terremoti, registrati da 1,922 stazioni di misura. In Figura 1, si riporta la mappa degli eventi, delle stazioni del dataset e della distribuzione delle distanze (Joyner-Boore o in assenza distanza epicentrale) sorgente-sito in funzione della magnitudo Mw. Metodo di analisi Per regionalizzare il contributo dell’evento sismico al moto del suolo registrato è stata condotta un’analisi dei residui ( R es ), calcolati per ogni specifico evento come differenza tra il logaritmo naturale dei valori dei parametri del moto del suolo osservato log(Y) obs ed il logaritmo della predizione degli stessi parametri log(Y) pred , ottenuta da GMMs, secondo l’approccio di Al Altik et al. (2020). In particolare: R es =log(Y) obs - log(Y) pred [1] In cui Y corrisponde a PGA, PGV e 28 ordinate dello spettro elastico in accelerazione (smorzato al 5%) nell’intervallo 0.04-4s. Il residuo R es può essere scomposto in una serie di termini ripetibili riferiti a evento, stazione, sorgente e percorso. In questa analisi il residuo è decomposto nella sua forma più semplice come: R es = dB e + dW es [2] in cui dB e (residuo inter-evento) rappresenta la deviazione sistematica che si osserva tra la predizione e l’osservazione per uno specifico evento e cioè la media dei residui per uno specifico evento. dW es (residuo intra-evento) è ottenuto dalla rimozione del termine di evento dal residuo totale Res. Il calcolo dei residui è stato effettuato solo per gli eventi che presentavano più di 3 registrazioni utilizzando come modello di riferimento il modello predittivo ITA10 di Bindi et al. (2011). Per una stima più robusta, i termini ripetibili sono stati calcolati utilizzando un modello ad effetti casuali (Stafford, 2014). Fig. 1 - a) mappa delle stazioni; b) mappa degli eventi; c) distribuzione delle distanze (Joyner-Boore o distanza epicentrale) sorgente-sito in funzione della magnitudo Mw.
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