GNGTS 2021 - Atti del 39° Convegno Nazionale
GNGTS 2021 S essione 2.1 210 DETERMINAZIONE DEL BEDROCK SISMICO IN BACINI ALLUVIONALI PROFONDI. L’ESEMPIO DELLA PIANURA EMILIANO-ROMAGNOLA L. Martelli Regione Emilia-Romagna - Servizio geologico, sismico e dei suoli, Bologna (Italy) Introduzione Per la valutazione dello scuotimento sismico in superficie è molto importante conoscere lo spessore della copertura sopra il substrato rigido, o bedrock sismico. Il metodo migliore per individuare il bedrock sismico è la misurazione diretta della velocità delle onde di taglio V S . Questa operazione può però risultare complessa in caso di spessore elevato della copertura, tenuto conto che le risorse di solito disponibili permettono di indagare il sottosuolo fino a profondità dell’ordine di 30÷50 m. Il problema si pone soprattutto nelle pianure alluvionali profonde dove quasi mai è possibile misurare la V S fino al bedrock con indagini dirette. Va poi tenuto presente che diverse indagini geofisiche indicano che i litotipi rigidi non sempre coincidono con il substrato geologico. Perciò si sta sempre più affermando la pratica di determinare il bedrock sismico tramite misure delle vibrazioni ambientali (metodo di Nakamura, 1989). È infatti noto che la frequenza di risonanza del terreno, F n , lo spessore della copertura (H) e la V S media dello spessore H sono legate dalla relazione: ico in bacini alluvionali profondi. L’esempio della pianura io geologico, sismico e dei suoli, Bologna (Italy) nto sismico in superficie è molto importante conoscere lo substrato rigido, o bedrock sismico. Il metodo migliore per la misurazione diretta della velocità delle onde di taglio V S . ltare complessa in caso di spess re elevato della copert ra, lito disponibili perm ttono di indagare il sottosuolo fino a m. Il problema si pone soprattutto nelle pianure alluvionali ile misurare la V S fino al bedrock con indagini dirette. erse indagini geofisiche indicano che i litotipi rigidi non to geologico. ando la pratica di determinare il bedrock sismico tramite tali (metodo di Nakamura, 1989). È infatti noto che la no, F n , lo spessore dell copertura (H) e la V S media dello zione: F n = V S 4H rofondità del bedrock con questa procedura è quindi sure attendibili di V S ; viceversa, disponendo di dati ile una stima attendibile della V S . già affrontato questo argomento e hanno proposto una Pianura Padana, basata su misure di rumore ambientale. nto fondamentale ma la scala di pubblicazione della mappa diretta, né per la pianificazione urbanistica né per la ce informazioni per le aree pedemontane. o evidenziato che non sempre la superficie mappata da onde al tetto del bedrock sismico “ingegneristico” (V S ≥800 are esempi, basati su dati facilmente reperibili e indagini dicazioni utili per la determinazione del bedrock sismico in re senza ricorrere a metodi onerosi. nto enti poco consolidati è fondamentale, in assenza di misure ratigrafici e sezioni geologiche sufficientemente profondi. gico d’Italia https://www.isprambiente.gov.it/Media/carg/ a Geologica d’Italia 1:50.000, corredati da schemi, note e Per la determinazione della profondità del bedrock con questa procedura è quindi fondamentale disporre di misure attendibili di V S ; viceversa, disponendo di dati litostratigrafici affidabili è possibile una stima attendibile della V S . Mascandola et al. (2019) hanno già affrontato questo argomento e hanno proposto una mappa del bedrock sismico in Pianura Padana, basata su misure di rumore ambientale. L’articolo è senz’altro un riferimento fondamentale ma la scala di pubblicazione della mappa non ne consente l’applicazione diretta, né per la pianificazione urbanistica né per la progettazione. Inoltre, non fornisce informazioni per le aree pedemontane. Infine, indagini successive hanno evidenziato che non sempre la superficie mappata da Mascandola et al. (2019) c rrisponde al tetto del bedrock sismico “ingegneristico” (V S ≥800 m/s). Scopo di questa nota è presentare esempi, basati su dati facilmente reperibili e indagini correnti, allo scopo di fornire indicazioni utili per la determinazione del bedrock sismico in aree con forti spessori di coperture senza ricorrere a metodi onerosi. 1.1 Sezioni geologiche di riferimento In aree con forti spessori di sedimenti poco consolidati è fondamentale, in assenza di misure dirette di V S , ispo re di profili stratigrafici e sezioni geologiche sufficientemente profondi. Nel sito w b del Servizio Geologico d’Italia https://www.isprambiente.gov.it/Media/carg/ sono disponibili i fogli della Carta Geologica d’Italia 1:50.000, corredati da schemi, note e sezioni geologiche. Alcuni fogli di pianura hanno una specifica cartografia dedicata alla rappresentazione dei dati di sottosuolo. Per la caratterizzazione dei primi 500÷600 m di sottosuolo della Pianura Padana sono fondamentali gli studi delle Regioni Emilia-Romagna e Lombardia, realizzati in collaborazione con ENI (RER & ENI-Agip, 1998; RL & ENI, 2002).
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