GNGTS 2021 - Atti del 39° Convegno Nazionale

GNGTS 2021 S essione 2.1 214 Informazioni analoghe derivano da altre prove e misure di rumore ambientale (v. es. Viserba, Rimini, in Copioli et al., 2011). Valori elevati di V S sono stati misurati anche nelle conoidi alluvionali dei fiumi Parma, Enza, Secchia e Panaro (AdB Po, 2011; Pergalani et al., 2013). Prove down-hole hanno fornito V S >400 m/s già nei primi orizzonti ghiaiosi, a profondità inferiori a 20 m, e valori più elevati, non di rado V S >600 m/s, già nelle ghiaie a profondità di 30÷40 m (fig. 2b). Le misure di rumore ambientale hanno evidenziato un unico picco ad alte frequenze (F n >10 Hz) nelle successioni più grossolane, indicando che la principale superficie di contrasto di V S è data già dal tetto delle prime ghiaie (fig. 2b). Dove invece la successione litostratigrafica è costituita da un’alternanza di ghiaie e limi (fig. 2c) le misure di rumore ambientale hanno evidenziato due picchi, quello principale a frequenze più basse, quello secondario a frequenze maggiori di 5 Hz, indicando che, anche in questo caso, il tetto delle prime ghiaie è un’importante superficie di contrasto di impedenza ma che la superficie di contrasto di Vs più importante è a maggiore profondità. Tali misure sono perfettamente coerenti con l’assetto geologico: i siti delle prove dei fiumi Parma ed Enza sono localizzati sull’alto strutturale di Monticelli Terme, dove lo spessore dei sedimenti alluvionali varia da meno di 70 a poco più di 100 m, mentre i siti dei fiumi Secchia e Panaro sono in aree con spessore dei sedimenti alluvionali dell’ordine dei 300 m. 2.2.2 Le aree distali La presenza di pieghe e thrust sepolti determina una notevole variabilità dello spessore dei sedimenti alluvionali: sulla sommità delle antiformi più elevate esso è ridotto a poche decine di metri (alti di S. Colombano al Lambro, Monticelli Terme, Mirandola) mentre nelle sinformi supera 600 m (fig. 1a). Campagne di misura del rumore ambientale (Laurenzano et al., 2013; Martelli &Romani, 2013; AdB Po, 2014; Paolucci et al., 2015) hanno evidenziato due frequenze di risonanza prevalenti, una a 0,8÷0,9 Hz e l’altra a 0,25÷0,3 Hz, ad eccezione delle zone di alto strutturale di Mirandola e Casaglia dove è stata rilevata un’unica frequenza di risonanza, compresa tra 0,8 Hz e 1,4 Hz, con ampiezza del picco H/V maggiore di 3. Sulla base di queste osservazioni, le aree distali della pianura emiliano-romagnola possono essere distinte in “zone di alto strutturale” e “altre zone”. 2.2.2.a Zone di alto strutturale A Mirandola e Casaglia, rispettivamente localizzate sulle dorsali meridionale e settentrionale delle Pieghe Ferraresi, sono stati perforati sondaggi che hanno raggiunto il substrato dei depositi alluvionali. In entrambi i siti è stata misurata la V S con prove cross-hole (Martelli & Romani, 2013; Laurenzano & Priolo, 2013); i risultati indicano che, in entrambi i casi, nel substrato V S >800 m/s, ed è molto superiore di quella dei sedimenti soprastanti (fig. 3a). I risultati delle misure di rumore ambientale evidenziano un unico picco H/V, di ampiezza elevata, a frequenza di 0,9 Hz (Martelli & Romani, 2013; Laurenzano & Priolo, 2013: Paolucci et al., 2015; Garofalo et al., 2016; Laurenzano et al., 2017). Per la microzonazione sismica post sisma Emilia 2012 sono state effettuate anche misure di rumore ambientale con stendimenti bidimensionali (array). Le prove eseguite sulla dorsale di Mirandola (Novi di Modena, S. Possidonio, Concordia sulla Secchia, S. Felice sul Panaro, Finale Emilia) hanno fornito risultati perfettamente coerenti con quelli del cross-hole e dell’array di Mirandola. Anche altre misure effettuate a Bondeno e Scortichino, sulla dorsale intermedia delle Pieghe Ferraresi, mostrano un unico picco H/V a frequenze di 0,9 e 1,1 Hz; le ricostruzioni del profilo di V S indicano bruschi aumenti nei primi 50÷100 m di profondità.

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