GNGTS 2021 - Atti del 39° Convegno Nazionale
221 GNGTS 2021 S essione 2.1 • due modelli di sismicità: tassi di sismicità osservati e tassi di sismicità interpolati, per ciascuna zona (IR e GR b±SD rispettivamente, quattro rami); per tener conto della variabilità epistemica del b-value della GR, si è deciso di considerarne la deviazione standard. Per interpolare i tassi di sismicità è stata utilizzata la distribuzione magnitudo- frequenza di Gutenberg e Richter (1954, GR), attraverso il metodo della massima verosimiglianza secondo l’approccio di Wiecher (1980). Per calcolare il coefficiente b-value della GR, le zone sono state raggruppate in alcune macroaree, mantenendo le singole zone indipendenti grazie al calcolo del coefficiente a-value della GR per ciascuna di esse; • lamagnitudomassimaMmaxper ciascuna zona, definita tramite: a) dati sismotettonici (da studi locali specifici o dal Database of Individual Seismogenic Sources 3.2 (DISS Working Group, 2015); b) la magnitudo massima osservata nel catalogo CPTI15, sommandoci un valore di errore minimo pari a 0.3; c) su base statistica, utilizzando l’algoritmo di Kijko e Graham (1998). Anche per la Mmax si è deciso di tener conto della sua variabilità introducendo un secondo ramo che tenga conto della sua deviazione standard (due rami); • tre GMMs (tre rami): una di carattere globale (Cauzzi et al., 2015) una europea (Bindi et al., 2014) e una italiana (Bindi et al., 2011). Sulla base degli input e delle procedure descritte sopra è stata calcolata la pericolosità sismica utilizzando il codice di calcolo open-source OpenQuake (Pagani et al., 2014). Il confronto tra i risultati del presente lavoro con quelli di MPS04 e SHARE (Figg. 2 e 3) non è significativo dal punto di vista quantitativo, in quanto i valori di scuotimento del terreno ottenuti sono fortemente influenzati dalla scelta delle GMM utilizzate. Lo si può notare nelle differenze di risultati tra MPS04 e SHARE, dove la zonazione e altri parametri di input erano gli stessi, mentre SHARE adottava una generazione nuova di GMM rispetto a MPS04, parificabile a quella delle GMM usate nel presente lavoro. Per questo motivo i risultati del nostro studio risultano numericamente più confrontabili con quelli di SHARE. Qualitativamente, invece, si può notare una sostanziale coerenza dei risultati tra le tre mappe, tranne che in Calabria ed Emilia-Romagna, dove la ridotta dimensione delle zone in queste aree, rispetto a MPS04 e di conseguenza a quelle SHARE, porta a concentrare i massimi in aree più ristrette. Lo stesso comportamento risulta evidente sia per il periodo di ritorno di 475 anni (Fig. 2), che per 2475 anni (Fig. 3) in termini di PGA. Fig. 2 - Mappa di pericolosità sismica in termini di PGA, per un periodo di ritorno di 475 anni: a) mappa ottenuta dal presente studio; b) MPS04; c) SHARE.
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