GNGTS 2021 - Atti del 39° Convegno Nazionale

229 GNGTS 2021 S essione 2.1 Per quanto riguarda la predisposizione geologica, sono state considerate due tipologie di informazione. Dalla carta geologica della Calabria, considerando solo i depositi olocenici, sono state selezionate le aree con affioramenti di depositi granulari. La litologia di sottosuolo è stata introdotta considerando la banca dati delle indagini geognostiche del progetto italiano di microzonazione sismica (https://www.webms.it) e la banca dati nazionale delle indagini di sottosuolo L. 464/84 (ISPRA – Dipartimento per il Servizio Geologico d’Italia – Servizio GEO-APP, Roma, Italia). Lo spessore cumulato degli strati granulari entro 20 m di profondità di circa 4 900 sondaggi è stato integrato alla geologia superficiale in base al fattore di persistenza spaziale dello strato, valutato in funzione dello spessore liquefacibile. Per escludere dall’analisi i fenomeni franosi, non riconducibili alla liquefazione sismo-indotta s.s. , è stata introdotta una soglia di inclinazione per la superficie topografica pari a 5° (Bartlett et al., 1992). La sismicità è stata valutata tramite la mappa regionale della PGA amplificata, riferita a un periodo di ritorno pari a 475 anni, costruita utilizzando la mappa delle Vs30 dell’Italia (Mori et al., 2020) e la Ground Motion Prediction Equation di Bindi et al. (2011). L’intera regione presenta un valore di PGA amplificata superiore a 0,1 g che, di conseguenza, non rappresenta un fattore discriminante per l’individuazione delle aree soggette a liquefazione. L’ultimo fattore predisponente riguarda la presenza della falda acquifera superficiale. Il livello di soggiacenza è stato valutato considerando la banca dati nazionale delle indagini di sottosuolo L. 464/84 (ISPRA – Dipartimento per il Servizio Geologico d’Italia – Servizio GEO-APP, Roma, Italia), individuando il livello statico di soggiacenza in corrispondenza di circa 4 900 sondaggi. Un filtro spaziale preliminare è stato applicato per analizzare la forte variabilità spaziale locale dovuta presumibilmente a misure di soggiacenza in acquiferi diversi. La struttura spaziale dei dati è stata utilizzata per la validazione incrociata del livello di falda in corrispondenza dei punti di misura, escludendo in questo modo i valori anomali nella fase successiva di analisi (Paolella et al., 2020). Il livello di soggiacenza è quindi stato stimato tramite l’interpolatore geostatistico del kriging ordinario, fornendo la mappa di errore di stima associata. L’incertezza valutata consente di evidenziare le aree con maggiore errore, dando un’informazione fondamentale per indirizzare l’individuazione dell’ubicazione di nuove indagini. L’unione dei fattori scatenanti e predisponenti consente di valutare la suscettibilità alla liquefazione a scala regionale, con livello di incertezza associato. Conclusioni A livello regionale, la zonazione rappresenta una valutazione preliminare delle aree potenzialmente suscettibili di liquefazione. L’approccio proposto consente di analizzare i fattori predisponenti tenendo conto della tipologia, della quantità e della qualità dei dati disponibili. L’analisi spaziale della suscettibilità alla liquefazione tramite strumenti geostatistici fornisce una caratterizzazione del territorio che prende in considerazione la struttura spaziale dei dati per valutare il livello di incertezza associata. Un approccio multi-scala cosi sviluppato potrebbe fornire informazioni utili per la gestione del territorio, per la pianificazione delle emergenze e per una riduzione del livello di incertezza, finalizzato ad una allocazione delle risorse più consapevole nei livelli di analisi superiore. Bibliografia AGI (2005) – Associazione Geotecnica Italiana – Linea guida. Aspetti geotecnici della progettazione in zona sismica. Patron Editore, Bologna. Bartlett S. F. and Youd T. L. (1992). Empirical analysis of horizontal ground displacement generate by liquefaction-induced lateral spread. Technical Report NCEER-92-0021.

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