GNGTS 2021 - Atti del 39° Convegno Nazionale

GNGTS 2021 S essione 2.2 240 EFFICACIA DEGLI INTERVENTI IN COPERTURA E SULLE CIMASE MURARIE. ANALISI DI UN CAMPIONE DI CHIESE DANNEGGIATE DAL SISMA DEL 2016. C. F. Carocci, C. Circo, V. Macca Università di Catania Introduzione La presente memoria illustra i primi risultati di una ricerca in corso 1 volta a verificare l’efficacia degli interventi pregressi realizzati sulla sommità delle pareti nelle chiese colpite dal terremoto 2016 e, in particolare, di quegli edifici che – al momento del sisma – erano già stati oggetto di interventi di rifacimento parziale o totale delle coperture con realizzazione di cordolo sommitale in cemento armato. In particolare, è presentata la prima fase della ricerca, rivolta all’individuazione e all’analisi di un campione di chiese sufficientemente rappresentativo sia degli interventi più ricorrenti, sia della risposta sismica esibita dai manufatti. Il materiale di base utilizzato è stato estratto dalla banca dati contenente le informazioni raccolte sulle chiese analizzate dal gruppo di ricerca dell’Università di Catania (da qui in poi, database UniCT) 2 in occasione della compilazione delle schede di rilevamento A-DC 3 nella fase emergenziale. Il databaseUniCTèorganizzato indue sezioni: la sezione1 raccoglie i datiprovenienti dalle schede A-DC (denominazione e localizzazione, stato di conservazione, meccanismi e indici di danno, agibilità, tipo di visita, caratteristiche geometriche); la sezione 2, riporta informazioni desunte dalla documentazione fotografica allegata alle schede (caratteristiche di impianto, caratteri strutturali e presenza di interventi pregressi). L’estrapolazione del campione dal database UniCT (359 chiese in totale) è avvenuta attraverso una preliminare selezione delle chiese che hanno subito interventi in copertura in epoca moderna, che corrispondono a più della metà delle chiese contenute nel database. Una ulteriore precisazione del campione è stata eseguita selezionando gli edifici per i quali tali interventi avevano previsto l’inserimento di elementi in cemento armato. Sono stati infine esclusi i casi più distanti dagli epicentri e i casi nei quali il sopralluogo è stato condotto solo dall’esterno 4 . Sulla scorta di questi criteri è stato selezionato un campione di 45 chiese. Le analisi eseguite sul campione hanno riguardato gli aspetti della costruzione che influenzano la configurazione della copertura e il danneggiamento, con l’obiettivo di delineare delle considerazioni preliminari sulla correlazione tra danno e intervento. 1 La ricerca è svolta nell’ambito del Progetto esecutivo DPC/Reluis 2019-2021 - WP5, Task 5.3 - Interventi su edifici vincolati monumentali e/o di culto (coordinatore: F. da Porto); gruppo di ricerca UNICT13, responsabile scientifico C.F. Carocci, gruppo di lavoro: C. Circo, V. Macca. 2 Il database Excel è stato messo a punto nell’ambito del progetto ReLUIS 2018-2021 – WP4 (M.A.R.S. Mappe di rischio e scenari di danno sismico) – Task 4.6 (Modelli e curve di fragilità delle chiese). Di recente è stato messo in linea il Database del Danno Osservato (Da.D.O.) del Dipartimento della Protezione Civile nel quale sono confluite le informazioni relative all’intero database riguardante il danno occorso alle chiese. Riguardo i contenuti generali del database Da.D.O. si rimanda a Dolce et al. 2019. 3 Si fa riferimento alle “Schede per il rilievo del danno ai beni culturali – Chiese – Modello A-DC” approvate dal D.P.C.M. 23/2/2006 (G.U. 7/3/2006 n.55). 4 Le chiese escluse dal campione sono quelle in cui non è stato possibile accedere per assenza o mal funzionamento delle chiavi. Sono invece comprese le chiese la cui la visita parziale è legata alla presenza di macerie ovvero a crolli diffusi. Questi casi sono stati inclusi perché è possibile trarre informazioni utili per lo studio dallo stato di crollo.

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