GNGTS 2021 - Atti del 39° Convegno Nazionale

GNGTS 2021 S essione 2.2 266 5 ANNI, 5 CENTENARI: UN UNICO PROGETTO DI EDUCAZIONE AL RISCHIO TERREMOTO E. Ercolani 1 , R. Camassi 1 , F. Brasini 2 , D. Modonesi 2 , V. Pessina 3 1 Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Bologna, Italia 2 ConUnGioco cooperativa Sociale, Roma, Italia 3 Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Milano, Italia Introduzione Le più recenti strategie di mitigazione del rischio sismico spesso fanno fatica a trovare ampia diffusione: scenari di rischio aggiornati e banche dati dettagliate rischiano di restare relegate negli uffici delle amministrazioni o comunque ad appannaggio di pochi tecnici e decisori. Per un’efficace attività di prevenzione è necessaria la forte partecipazione della popolazione esposta al rischio e tale partecipazione si ottiene solo con la sensibilizzazione delle comunità locali coinvolte. Il progetto “Cento Anni dopo: Appennino Settentrionale” (Camassi et al., 2016) si è rivolto alla popolazione attraverso un percorso di formazione che a partire dalle scuole ha via via coinvolto le rispettive comunità nella ricerca di tracce e memorie dei terremoti del passato. Il progetto, iniziato nel 2016, ha preso spunto dal succedersi dei centenari di cinque grandi terremoti storici dell’Appennino settentrionale: 1916 Rimini (Mw 6.1), 1917 Valtiberina (Mw 5.9), 1918 Appennino romagnolo (Mw 5.9), 1919 Mugello (Mw 6.3) e 1920 Garfagnana (Mw 6,5). Abbiamo voluto utilizzare questi anniversari come punto di partenza per portare le popolazioni dell’Appennino settentrionale a riappropriarsi del proprio passato in modo positivo, migliorando la consapevolezza dei terremoti come caratteristica naturale del proprio ambiente e riflettendo sulle capacità di risposta che le generazioni passate sono state in grado di esprimere, pur in condizioni particolarmente difficili. Con il supporto delle Regioni Emilia Romagna, Marche, Umbria e Toscana e i rispettivi Uffici Scolastici Regionali sono stati organizzati corsi di formazione per gli insegnanti, incontri laboratoriali con gli studenti e attività di comunicazione e sensibilizzazione delle comunità locali. Dopo una serie di attività laboratoriali dedicate a riflettere e approfondire le proprie conoscenze e il proprio immaginario sul fenomeno terremoto, gli studenti sono stati attivati in un percorso di ricerca delle tracce dei terremoti di un secolo fa nell’ambiente antropizzato, nei ricordi e nelle tradizioni delle comunità, e a trovare modi creativi per coinvolgere gli adulti in questo processo di riscoperta e rielaborazione. I numeri Dal 1916 al 1920 la parte settentrionale dell’Appennino è stata colpita da 5 forti terremoti che si sono rincorsi dalla costa adriatica fino alle alture prospicienti il mar Tirreno (Fig. 1). Una vera catastrofe se si pensa che i terremoti hanno colpito un territorio povero, prevalentemente basato su un’economia rurale, provato dagli effetti della Grande Guerra e dalla seconda metà del 1918 ulteriormente provato dalle conseguenze dell’epidemia di Spagnola. Il progetto, iniziato nel 2016 e ancora in corso, ha coinvolto complessivamente 21 Istituti (Istituti Comprensivi e Istituti di Istruzione Superiore), 170 insegnanti e 1.660 studenti delle scuole primarie, secondarie di primo e secondo grado, entrando di fatto nelle case delle loro famiglie (Tab. 1). Ha avuto una battuta di arresto in concomitanza della grave crisi sismica dell’Italia Centrale (Agosto 2016- Febbraio 2017) e ha dovuto adattarsi alle misure di contenimento messe in atto per affrontare la pandemia di Covid (2020 e 2021).

RkJQdWJsaXNoZXIy MjQ4NzI=