GNGTS 2021 - Atti del 39° Convegno Nazionale

GNGTS 2021 S essione 2.2 276 ANALISI A SCALA DI AREA VASTA DELLA PERICOLOSITÀ SISMICA LOCALE: L’ESEMPIO DEL PIANO TERRITORIALE DELLA CITTÀ METROPOLITANA DI BOLOGNA A cura del “Gruppo di lavoro PS – PTM BO”: D. Bartoli 1 , E. Crescenzi Lanna 1 , M. Cuzzani 1 , G. Daniele 2 , F. Fortunato 1 , L. Martelli 2 , A. Milioto 3 , C. Piazzi 1 , M. Pizziolo 2 , M. Ricci 1 , M. Sacchetti 1 , S. Sangiorgi 3 , V. Schimmenti 1 , P. Severi 2 1 Città Metropolitana di Bologna 2 Regione Emilia-Romagna – Servizio geologico, sismico e dei suoli 3 Studio Sangiorgi Introduzione Norme nazionali e regionali richiedono che per la valutazione dell’azione sismica siano valutati i potenziali effetti dovuti alle caratteristiche geologiche e morfologiche del territorio. In Emilia-Romagna l’analisi delle condizioni di pericolosità locale a supporto della pianificazione urbanistica è richiesta, nelle aree classificate sismiche, fino dai tempi della prima legge urbanistica regionale (LR 47/1978). Con la riclassificazione sismica OPCM 3274/2003 queste analisi sono state estese a tutto il territorio e dal 2007 sono disciplinate da specifici indirizzi (DAL 112/2007 e ss.mm.ii. ). Le analisi di pericolosità locale e la microzonazione sismica sono così diventate strumenti propedeutici ed essenziali per la Valutazione della Sostenibilità Ambientale e Territoriale (ValSAT) relativa alle scelte di pianificazione. La normativa regionale (LR 19/2008 “Norme per la riduzione del rischio sismico”, LR 24/2017 “Disciplina regionale sulla tutela e l’uso del territorio”) richiede che le analisi delle condizioni di pericolosità sismica siano effettuate anche a scala provinciale, per fornire indicazioni alla microzonazione sismica comunale. La Città Metropolitana ha quindi realizzato, per il nuovo Piano Territoriale Metropolitano (PTM, https://www.ptmbologna.it/ptm_approvato ), l’analisi delle condizioni di pericolosità sismica su tutto il territorio e prodotto, come elaborato di Quadro Conoscitivo, la “Carta degli elementi geologici che possono determinare effetti locali”, da cui sono derivati la cartografia di piano “Carta di area vasta delle aree suscettibili di effetti locali” e specifiche indicazioni per la riduzione del rischio sismico (v. “Norme”). Inquadramento geologico e sismico La Città Metropolitana di Bologna si estende dal crinale appennino tosco-emiliano alla Pianura Padana (Fig. 1a). L’assetto della zona appenninica è dato dall’impilamento di unità alloctone, con vergenza settentrionale, che poggiano su un basamento metamorfico individuato a profondità variabile tra 8 e 14 km (Fig. 1b). Le strutture tettoniche più importanti sono localizzate nell’alto Appennino e lungo il margine appenninico-padano. Anche il sottosuolo della pianura è deformato da thrust e pieghe; ciò nonostante, la profondità del substrato dei depositi alluvionali non varia molto e lo spessore dei sedimenti alluvionali recenti arriva a superare i 500 m. La sismicità del territorio bolognese non è particolarmente elevata; tuttavia, data la grande esposizione urbana e l’elevata vulnerabilità dei centri abitati, il rischio sismico risulta comunque alto. I cataloghi dei terremoti (Rovida et al., 2016) riportano che nel bolognese sono stati più volte rilevati effetti di intensità macrosismica fino all’VIII grado. In figura 1c sono rappresentati gli epicentri dei principali terremoti storici (Rovida et al., 2016) e strumentali (ISIDe Working Group, 2015). I terremoti si concentrano soprattutto nell’alto

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