GNGTS 2022 - Atti del 40° Convegno Nazionale

GNGTS 2022 Sessione 2.2 291 descritta più avanti, che diversi insegnanti hanno sperimentato come occasione di riflessione sul particolare momento che stavano vivendo. Dopo numerosi contatti con la rete di scuole interessate, abbiamo concordato una soluzione digitale del progetto, basata su incontri preparatori con insegnanti e una serie di incontri laboratoriali con una selezione di classi. La formazione degli insegnanti. La prima fase del progetto ha coinvolto gli insegnanti in un percorso di lavoro organizzato su tre incontri. Il primo è stato dedicato - attraverso giochi di ruolo - a riflettere su come il tema del rischio terremoto riguarda ciascuno di noi, come individui, come cittadini e come comunità. I temi della cittadinanza, della responsabilità e del rispetto delle regole sono diventati immediatamente centrali. Nella seconda fase è stato approfondito il tema del rischio sismico, con attività e modelli ad hoc: individuazione del problema, elaborazione dei dubbi e delle diverse visioni relative al rischio e ai modi per affrontarlo (giochi di ruolo, attività di dibattito e confronto). Uno dei temi più sviluppati è stato quello della condivisione delle conoscenze sulla storia sismica del territorio, attraverso la condivisione di memorie prossime personali o familiari: un tema che sarebbe poi divenuto centrale anche nei laboratori svolti con le classi e che per questo è stato oggetto di progettazione con gli insegnanti nella terza fase della formazione. Il passaggio finale è stato infatti quello della progettazione didattica collettiva di attività che sono poi state realizzate nelle classi. I laboratori interattivi. Il lavoro nelle classi, svolto per forza di cose a distanza, comprendeva tre tipi di attività: un “gioco di discussione” destinato a chiarire il concetto di rischio, i diversi atteggiamenti individuali possibili nei confronti del rischio, le responsabilità che entrano in gioco, le incertezze che si possono provare ecc.; un “gioco di invenzione narrativa”, consistente nello scrivere e illustrare una storia a partire da uno schema comune; e la raccolta di storie e testimonianze familiari sul terremoto del 1980 o su altri terremoti. Il gioco del rischio. Il primo laboratorio mirava ad avviare una discussione sul tema del rischio a partire da un gioco di ruolo basato su situazioni realistiche, come quella di un gruppo di amici che, durante una escursione nel bosco, si trova improvvisamente bloccato da un incendio. I partecipanti sono stati invitati a considerare tre possibili soluzioni per superare il blocco, analizzando le possibili conseguenze di ciascuna di esse, le proprie sensazioni e le scelte che avrebbero fatto. La discussione scaturita da questa proposta è stata sempre molto interessante e si è spontaneamente focalizzata su temi delicati, come l’incertezza con cui ci si deve confrontare in situazioni reali e l’esigenza di essere coinvolti nelle decisioni che possono avere conseguenze, dirette o indirette, per tutti noi. Il terremoto immaginario. Il secondo laboratorio consisteva nell’inventare, raccontare e illustrare una storia in quattro episodi, a partire da uno schema predeterminato che prevedeva il verificarsi di un forte terremoto nell’Appennino meridionale. Nella composizione delle storie, di pura invenzione, i ragazzi hanno dovuto immaginare come potrebbe essere l’esperienza reale di un terremoto e quali conseguenze potrebbe avere. La discussione seguita alla condivisione delle storie ha consentito poi di riflettere sui tanti modi in cui si può pensare ad un evento del genere, provando anche a immaginare come comunicare ad altri ciò che si è imparato da questa esperienza. A caccia di storie. Il terzo laboratorio, preparato in classe insieme agli insegnanti e in seguito condotto individualmente dagli studenti, prevedeva la raccolta e discussione di memorie personali di eventi calamitosi (terremoti ma non solo) interrogando familiari o conoscenti e

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