GNGTS 2022 - Atti del 40° Convegno Nazionale

350 GNGTS 2022 Sessione 2.2 MAPPE DI PERDITA REGIONALI PER LA MITIGAZIONE DEL RISCHIO SISMICO M.A. Zanini, L. Hofer, F. Faleschini, C. Pellegrino Dipartimento di Ingegneria Civile, Edile e Ambientale, Università degli Studi di Padova, Padova, Italia Introduzione. Nel contesto dell’analisi del rischio sismico alla scala territoriale, risulta fondamentale poter disporre di accurate stime delle potenziali perdite alle quali un territorio può essere esposto. I principali eventi sismici verificatisi in Italia negli ultimi decenni hanno infattievidenziato come il patrimonio costruito italiano sia caratterizzato tutt’oggi daunaelevata vulnerabilità strutturale, e come già in presenza di eventi di media intensità, relativamente frequenti nel contesto italiano, siano sufficienti a causare perdite non trascurabili, sia a livello economico che a livello di vite umane. Questo deriva essenzialmente da due fattori: il primo riguarda l’aumentodell’esposizionederivantedalla crescenteurbanizzazione,mentre il secondo è legato all’elevata vulnerabilità di gran parte del patrimonio costruito italiano, che in molti casi si presenta datato e non conforme agli attuali standard di sicurezza previsti dalla normativa vigente. Ciononostante, il retrofit sismico si configura ancora come una pratica relativamente poco diffusa soprattutto per l’edificato privato, presentandosi come un investimento oneroso e di non immediato beneficio. Inoltre, la penetrazione di una copertura assicurativa a livello nazionale per il trasferimento del rischio sismico è ancora limitata sull’intero territorio nazionale (Zanini et al., 2015 e Hofer et al., 2015). Negli ultimi anni, la ricerca scientifica a livello nazionale, si è spinta verso lo sviluppo di mappe di rischio sismico, in grado di fornire agli enti governativi un quadro quantitativo della distribuzione spaziale dello stesso per una nazione (Zanini et al., 2019 e Dolce et al., 2021). A partire dal calcolo del rischio sismico per il territorio nazionale, sono state proposte delle strategie per l’implementazione su scala territoriale di un piano per il retrofit sismico degli edifici (Zanini et al., 2019) ed anche delle soluzioni basate sull’utilizzo di CAT bond per il trasferimento del rischio al mercato finanziario (Hofer et al., 2020). In questo contesto, il presente lavoro ha l’obiettivo di elaborare delle mappe di perdita condizionate a determinati valori di magnitudo utili per una sistematica stima previsionale delle potenziali perdite attese a seguito dell’occorrenza di un evento sismico. I risultati illustrati nel presente lavoro, si inseriscono nell’ambito dei prodotti del Progetto Europeo INTERREG CROSSIT-SAFER che coinvolge la Regione Veneto e la Regione Friuli-Venezia Giulia, assieme ad altri partner italiani ed esteri. Metodologiaemodelli adottati. Il patrimonio costruito residenziale italianoè rappresentato a scala comunale utilizzando i dati censuari dell’ISTAT2011 (Istituto Nazionale di Statistica, 2011). Il valore unitario del costo di ricostruzione viene assunto omogeneo nell’area di studio pari a 1200 €/m 2 . In Fig. 1a viene riportato il modello di esposizione utilizzato per il calcolo delle perdite, calcolato come prodotto della superficie totale costruita in ogni comune, moltiplicata per il costo unitario di ricostruzione. Sulla base dei dati disponibili nel modello di esposizione, è stata definita una specifica tassonomia per la caratterizzazione della vulnerabilità sismica del patrimonio costruito residenziale. Nello specifico, sono state considerate 2 classi di edifici in muratura (pre-1919 e post 1919), 2 classi di edifici con struttura portante a telaio in calcestruzzo armato non progettati sismicamente (con numero di piani al massimo pari a 2, o superiore ai 3), 2 classi di edifici con struttura portante a telaio in calcestruzzo armato progettati per resistere alle azioni sismiche (con numero di piani al massimo pari a 2, o superiore ai 3), e 2 classi di edifici a struttura mista muratura-calcestruzzo armato non progettati sismicamente e resistenti alle azioni sismiche. Per ciascuna delle 8 tipologie strutturali è stato adottato un set di curve di fragilità (Tab. 1), in accordo a Zanini et al., 2019. In Fig. 1b viene invece riportata la distribuzione delle otto categorie strutturali all’interno di ogni comune dell’area di studio. Si nota come gran parte dell’edificato residenziale sia costituito da strutture in muratura, in molti casi costruite negli anni ’20. Per quanto riguarda la generazione degli scenari sismici,

RkJQdWJsaXNoZXIy MjQ4NzI=