GNGTS 2023 - Atti del 41° Convegno Nazionale

Session 2.2 GNGTS 2023 caratteristiche strutturali del telaio simili, costruiti nello stesso periodo (1993) e dalla stessa impresa. Si differenziano per: lunghezza e larghezza (moderatamente diverse) e quindi in compattezza, la posizione geografica ed orientamento, presenza al lato sud est, nel secondo fabbricato, del collegamento con un analogo edificio nelle parti di fabbrica interrate, di una struttura in acciaio tra primo e secondo piano, di un manufatto in acciaio esteso lungo tutto il lato meridionale del fabbricato. L’analisi strutturale del primo fabbricato (Leoncini, 2014) ha evidenziato irregolarità nella disposizione degli elementi strutturali, tra i quali disassamenti delle pilastrate nelle due direzioni principali con prevalenza nella direzione longitudinale dell’edificio (S-N); a tali assetti consegue la scarsa presenza nella direzione longitudinale di telai formati da travi e pilastri aventi funzione irrigidente; a ciò si aggiunge una non idonea qualità costruttiva dei pannelli di tamponamento e l’assenza nella zona sud dell’edificio di efficaci ammorsamenti dei pannelli (Leoncini, 2014). L’analisi dinamica modale (Leoncini, 2014,) coerentemente con quanto sopra esposto, evidenzia la maggiore deformabilità della struttura in senso longitudinale Il primo fabbricato è lungo 27,8 m e largo 12,8 m ed è l’unico nella valle orientato sud-nord, quindi parallelamente all’asse della depressione e alla direzione della faglia sepolta. Il secondo edificio è lungo 21 m e largo 12 m, è quindi più compatto, ed è orientato SE-NW, quindi disposto trasversalmente rispetto all’asse della valle e alla direzione della faglia. Le prospezioni effettuate (v. altra nota di Mazzetti et al., in questo convegno) hanno evidenziato che a ovest della faglia (parte ribassata) lo spessore delle coperture è maggiore e giunge fino a -18÷-20 m pc e che sono seguite da circa 10÷12 m di substrato alterato; ad est della faglia (parte rialzata) la copertura è dell’ordine dei 10÷13 m, ai quali si sommano circa 2÷4 m di substrato alterato. Tali condizioni, come denota l’analisi di risposta sismica 2D (v. altra nota di Mazzetti et al., in questo convegno), hanno indotto effetti di amplificazione più accentuati nella parte di valle a ovest della faglia. Le verifiche effettuate post-sisma sull’edificio 1 hanno evidenziato l’assenza di significativi danni strutturali ai pilastri e moderati danni al vano scale. Gli interventi di riparazione hanno quindi interessato solamente gli elementi di tamponamento e divisori interni e pertanto i modi di vibrazione del fabbricato riparato sono da ritenersi praticamente equivalenti a quelli precedenti ai danni (Leoncini, 2014). L’edificio 2, che ha subito danni lievi e trascurabili, non è stato oggetto di interventi. Frequenze naturali del terreno e frequenze fondamentali degli edifici Utilizzando strumenti ad elevata dinamica e sensibilità, sono stati rilevati i valori delle frequenze del terreno e degli edifici, in campo degli sforzi/deformazioni di tipo elastico lineare, con metodo che annulla potenziali disturbi alle strutture in elevazione. Il sistema consiste nell’utilizzo di sensori (sismometri o accelerometri) installati sulla struttura e sue immediate vicinanze, per la registrazione in continuo e per un determinato intervallo di tempo, delle vibrazioni prodotte da rumore ambientale di diversa origine (antropico e non).

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