TEMA 1: GEODINAMICA


1.1 - Strutture sismogeniche, deformazione attiva e sismicità associata in Italia. Nuove vedute e vecchi problemi.

Responsabili della sessione:
Paolo Galli (DPC) - paolo.galli@protezionecivile.it
Nicola D’Agostino (INGV) - nicola.dagostino@ingv.it

Mentre sono già passati vent'anni dal terremoto di San Giuliano e dieci da quello dell’Emilia, quest’anno ne ricorrono ormai sessanta dall’obliato evento che colpì l’Irpinia nel 1962 con una Mw 6.2. A così tanto tempo da quel terremoto ed alla luce di quanto osservato nei più recenti de L’Aquila e di Amatrice-Norcia, viene da chiedersi in quale misura i risultati degli studi sismologici e sulle faglie attive abbiano avuto nel frattempo una positiva applicazione nella comprensione e valutazione della pericolosità sismica e quindi nella riduzione del rischio associato, sia a scala nazionale che locale.
Come ogni anno, nell'intento di promuovere anche tra i giovani ricercatori un'ampia discussione sul tema, la sessione si pone l’obiettivo di censire i più recenti avanzamenti nello studio della sismicità e delle strutture sismogenetiche, con particolare attenzione a quelli condotti con un approccio multidisciplinare, sia in campo geologico che sismologico, ed ai loro prodotti applicativi, finanche predittivi. Sono quindi di interesse della sessione i risultati di studi su sequenze sismiche storiche e strumentali, revisione di cataloghi (storici e strumentali), riconoscimento e caratterizzazione di strutture e sistemi di faglie attive, ivi compresi studi paleosismologici ed archeosismologici, tecniche di localizzazione di eventi sismici, utilizzo dei dati GPS e SAR per la valutazione delle deformazioni inter, post e cosismiche. Sono inoltre ben accetti tutti i contributi che hanno implicazioni più o meno dirette sui due temi di indagine: gestione di reti sismiche fisse o temporanee, aspetti strumentali innovativi nell’acquisizione ed interpretazione del dato, modelli di sorgente mediante inversione di dati sismometrici e/o geodetici, studi del contesto geologico quaternario nelle zone di tettonica attiva, anche finalizzati a tematiche di microzonazione e pianificazione urbanistica, quali quelle inerenti la presenza di FAC (faglie attive e capaci).

1.2 Vulcani e campi geotermici

Responsabili della sessione:
Mimmo Palano (INGV) - mimmo.palano@ingv.it
Francesca Forni (UniMI) - francesca.forni@unimi.it

Le eruzioni vulcaniche sono fra i fenomeni più affascinanti e distruttivi in natura e da sempre hanno attratto la curiosità dell’uomo. Pur rappresentando una minaccia per la società e per l’ambiente, i vulcani hanno avuto un ruolo fondamentale nello sviluppo dell’atmosfera terrestre e della vita sulla Terra e rappresentano la più importante fonte di energia geotermica. L’acquisizione di dati geofisici di diversa natura, gli studi sul terreno, le analisi geochimiche di rocce, minerali e gas vulcanici e la modellazione analitica e numerica rappresentano i pilastri fondamentali delle attuali conoscenze sul funzionamento dei sistemi vulcanici e sui meccanismi di trasferimento di massa ed energia dall’interno della Terra verso la superficie.In questa sessione raccogliamo contributi scientifici multidisciplinari mirati ad approfondire lo studio della struttura crostale e delle geometrie dei sistemi di stoccaggio e trasferimento dei magmi e fluidi geotermici in aree vulcaniche o geotermiche. Massimo spazio verrà pertanto offerto agli studi che proporranno l’integrazione di dati acquisiti con differenti tecniche geologiche (osservazioni geologiche e vulcanologiche sul terreno, petrologico-geochimiche, etc.) e geofisiche (osservazioni sismologiche, gravimetriche, magnetiche, geoelettriche, magnetotelluriche, geodetiche, etc.). Di interesse per la sessione saranno anche tutti i contributi basati sullo sviluppo di modelli interpretativi in grado di fornire informazioni fondamentali e ricostruzioni sulle relazioni spaziali e temporali dei processi magmatici ed idrotermali nella litosfera. Rilevanti per gli scopi della sessione sono anche i lavori che inquadrano dati ed interpretazioni relativi ad aree vulcaniche e geotermiche con il contesto tettonico regionale circostante.

1.3 - Modelli fisici per la Terra Solida e integrazione fra modellistica e dati di natura differente

Responsabili della sessione:
Anna Maria Marotta (UniMI) - anna.maria.marotta@unimi.it
Carla Braitenberg (UniTS) - berg@units.it
Barbara Orecchio (UniME) - barbara.orecchio@unime.it

Il nostro pianeta è soggetto a continui cambiamenti a seguito di processi che avvengono in un ampio spettro di scale, sia spaziali che temporali.
La disponibilità che oggi si ha di grandi quantità di dati di diversa natura e ad altissima risoluzione, sia terrestri che satellitari (es. GNSS, SAR, Gravitazionali, Sismologici, Magnetometrici, Geologici) permette di vincolare i processi della Terra Solida nella più ampia gamma di lunghezze d’onda e di scale temporali. Allo stesso modo, lo sviluppo di tecniche e metodi di analisi di grandi quantità di dati e la presenza di macchine di calcolo altamente performanti consentono di sviluppare modelli predittivi di processi altamente complessi.
L’integrazione fra modellistica e dati, naturali, sperimentali e osservazionali da satellite, oggi diventa quindi di estrema importanza in quanto permette di monitorare i processi complessi che interessano il nostro pianeta e può contribuire a mettere a punto una strategia in grado di prevedere l’evoluzione di tali processi e il loro impatto sul nostro pianeta, salvaguardando così la società dagli eventuali eventi catastrofici correlati.
Questa Sessione accoglie contributi in cui i processi che coinvolgono la crosta, il mantello e il nucleo terrestre, inclusi quelli che implicano le interazioni tra la parte Solida e gli altri comparti della Terra, come la Idrosfera e la Atmosfera, vengono studiati con un approccio fortemente fisico, anche integrato con dati di differente natura per una migliore comprensione dei fenomeni in esame.